Dopo aver esplorato Kaliningrad, è arrivato il momento di salutare la Russia e oltrepassare il confine verso la Lituania. Qua inizia ufficialmente il nostro viaggio on the road attraverso le tre Repubbliche Baltiche: Lituania, Lettonia, ed Estonia. Un itinerario fatto di natura, città affascinanti, contrasti e tradizioni da scoprire. La nostra prima tappa? Vilnius.

Cosa vedere a Vilnius in 24 ore: itinerario
La mattina è iniziata con una sveglia presto ma senza traumi, data la stanchezza dal viaggio di ieri con gli infiniti controlli anche in uscita dalla vicina Kaliningrad. Come struttura a Vilnius abbiamo scelto Kesminta Apartments. Dedicheremo 24 ore alla capitale della Lituania e il nostro tour inizia dalla Porta dell’Aurora, l’unica porta rimasta delle antiche mura cittadine e si dice che sia il punto di accesso più suggestivo al centro storico. Sinceramente a noi non ha fatto impazzire, ma merita comunque di essere vista. Almeno così dicono! La porta è nata con la funzione difensiva, parte di una fortificazione più ampia che comprendeva anche altre porte lungo le mura. La Porta dell’Aurora ospita la cappella con l’icona della vergine della Madonna della misericordia che si può vedere anche dalla strada. Ad oggi non abbiamo molte informazioni sull’autore, sappiamo solo che Lituania e Polonia si contendono la paternità dell’opera.
Dalla Porta dell’Aurora ci siamo diretti poco distanti verso Glass Quarter, con una breve tappa a piazza del municipio, in cui è possibile vedere la bandiera di Vilnius nella versione antica con il patrono della città “San Cristoforo” un quartiere storico risalente a 600 anni fa che un tempo occupava gran parte del centro storico. Era un quartiere ebraico di artigiani, soffiatori di vetro e orafi. Qua nel 1945 fu fondata la corporazione degli orafi. Questa zona è davvero splendida.
Itinerario di viaggio in Lituania: Vilnius
Se volete poter dire di aver visitato la capitale della Lituania, Vilnius, non potete non continuare la visita qui. L’Università. Fondata nel XVI secolo, il complesso architettonico dell’Università è composto da 12 cortili di stili vari (gotico, rinascimentale e barocco) e prendono i nomi di professori e degli studenti più noti dell’ateneo. Fin dall’inizio è stata un’importante centro della regione del Baltico. Nel cortile principale troviamo la chiesa di S. Giovanni, costruita nel 1387 in stile gotico e ricostruita poi nel XVIII secolo in stile barocco lituano. Il suo campanile, con i suoi 69 metri è l’edificio più alto del centro storico.
In piazza della cattedrale si trova la Cattedrale di Vilnius, un edificio in stile neoclassico simbolo della città con una torre campanaria alta 57 metri. La cattedrale risale al XIII secolo ed è dedicata ai santi Stanislao e Vladislao. La cattedrale contiene all’interno la cappella seicentesca di San Casimiro ricca di affreschi e marmi policromi. Tra la chiesa e il campanile si trova la pietra Stebukla (miracolo): la leggenda narra che, girando attorno a tale pietra, sia possibile esprimere un desiderio o chiedere un miracolo. In questa zona non abbiamo trovato molti turisti ed è stato un momento piacevole di silenzio e relax, complice la bella giornata di sole. Ma con noi il riposo è sempre minimo in viaggio. Prossima tappa a Vilnius molto suggestiva!

Tour di Vilnius in 24 ore: cosa non perdere
Ci siamo spostati di pochi passi. Sulla collina alle spalle della cattedrale troviamo la torre di Gediminas, uno dei simboli della capitale e dell’intero paese. Una costruzione in mattoni rossi dalla forma ottagonale. Anticamente il complesso comprendeva tre castelli, oggi però rimane solo la torre di Gediminas.
Secondo una leggenda lituana si dice che il castello fu costruito per il volere del duca di Lituania Gediminas dopo aver avuto una visione profetica. Il granduca sognò una notte un lupo di ferro che ululava con forza sulla cima di una collina. Per interpretare il sogno si rivolse a un mago, il quale spiegò che il sogno era un segno degli Dei e indicava un futuro glorioso per la città che sarebbe stata fondata lì dove il duca aveva sognato il lupo. Fu così che Gediminas ordinò la fondazione della città proprio in quel luogo. L’antica Vilnius venne infatti costruita su questa collina. La collina si può raggiungere o a piedi o tramite la funicolare.
Se avete visto il video completo sul nostro canale Youtube, saprete che non siamo riusciti a prenderla la funicolare! Piccola e lenta, abbiamo optato per le scale e la salita! Anche perchè il pranzo che ci siamo concessi giusto prima di questa tappa, non è stato tra i più leggeri. Abbiamo voluto essere fedeli alle tradizioni, quindi: Cepelinai (piatto tipico nazionale). Una sorta di mega gnocco con carne dentro e pancetta sopra! Immancabili anche i Pierogi (soliti ravioli dell’est) e il Šaltibarščiai (Borsch freddo). Tornando al tour di Vilnius in 24 ore, vicino alla cattedrale troviamo il magnifico palazzo dei granduchi di Lituania. Restaurato recentemente, oggi ospita un museo che racconta la storia del granducato. Le sale interne sono ricche di decorazioni

Lituania e Vilnius: intrecci storici
Questo museo ha più di 120 anni. Dal 1899 al 1915 fu sede di enti governativi della Russia zarista, mentre durante la Seconda guerra mondiale fu sede di uffici militari tedeschi. Dal 1944 al 1991 fu sede del KGB. Qua venivano imprigionati i dissidenti del regime. Oggi è possibile visitare gli uffici, le celle di detenzione dell’isolamento e i luoghi in cui avvenivano le esecuzioni dei condannati a morte. Il Museo delle Occupazioni e delle Lotte per la Libertà è stato fondato nel 1992, unico nel suo genere nei Paesi Baltici. Ma il nostro lungo viaggio nei Baltici ci farà scoprire altri luoghi analoghi.
Un altro simbolo di Vilnius è visibile in collina, qui da dove si domina la città. Nel XIV secolo sette monaci francescani vennero fatti a pezzi dai pagani che abitavano quella che oggi è la città di Vilnius, i monaci vennero seppelliti su questa collina e venne costruita sulla sua sommità una cappella. La cappella fu sostituita da tre croci, che vennero poi distrutte nel 1869. Anno in cui la Lituania finì sotto la Russia zarista che non ne permise la ricostruzione. Le tre croci furono ricostruite clandestinamente nel 1916 ma nel 1950 vennero distrutte nuovamente. Furono poi edificate per l’ultima volta nel 1989, oggi sono considerate un simbolo nazionale. Questa parte della capitale della Lituania è davvero molto bella da visitare, consigliamo assolutamente la visita o almeno l’affaccio dalla torre di Gediminas.

Ultime ore a Vilnius: consigli di viaggio
Ci spostiamo verso un’altra zona di Vilnius. Eccoci alla chiesa di Sant’Anna che si distingue per lo stile gotico, celebre per la sua raffinata facciata ricca di pinnacoli e decorazioni. È stata costruita tra il 1400 e il 1500. Nel corso degli anni ha subito numerosi restauri preservando però il suo stile gotico. Sembra sia stata realizzata utilizzando 33 tipi diversi di mattoni colorati. Una leggenda narra che Napoleone quando vide la chiesa ne rimase affascinato, tanto che disse che avrebbe voluto portarla a Parigi nel palmo della mano. Qui ci concediamo una visita da fuori e all’interno ma siamo già pronti a muoverci in una zona poco distante e molto particolare di Vilnius. Una città nella città!

La repubblica di Užupis: arte e libertà a Vilnius
Una delle tappe più insolite e affascinanti di Vilnius è senza dubbio la Repubblica di Užupis, un quartiere bohémien che si è autoproclamato indipendente il 1° aprile 1997. Data non casuale, visto che tutto in questo microstato urbano oscilla tra il serio e il faceto. Tra le cose che certamente sapranno sorprendervi di Užupis troverete la celebre Costituzione di Užupis, affissa in oltre 20 lingue (incluso l’italiano) lungo una parete del quartiere: un testo poetico, visionario e profondamente umano, con articoli come “Ogni cane ha il diritto di essere un cane” o “Ognuno ha il diritto di morire, ma non è un dovere”. Ma qui sappiate che c’è anche un presidente, una moneta e perfino un esercito di undici uomini (oggi simbolico).
Passeggiando tra le sue stradine acciottolate si respira un’aria creativa: murales, atelier, installazioni artistiche, caffè eccentrici e gallerie indipendenti convivono in uno spazio dove ogni angolo diventa occasione per riflettere o sorridere. Tipo la lavatrice realizzata su un cubo di pietra con tanto di oblò! Attraversando il piccolo ponte con le serrature dell’amore, si entra in una dimensione parallela: un mix tra Montmartre e Christiania, ma con l’eleganza discreta del Baltico. Simbolo del quartiere è l’angelo di Užupis, una scultura al centro della piazza principale che veglia su artisti, studenti e viaggiatori in cerca di ispirazione. Visitare Užupis è un’esperienza da non perdere per chi vuole vedere il volto più creativo, provocatorio e libero di Vilnius. Un quartiere che non si prende mai troppo sul serio, ma che dice più di quanto sembri. A noi è piaciuta molto anche nei suoi scorci naturali come l’affaccio sul fiume che noterete all’ingresso con il cartello. C’è chi beveva una birra, chi stava su un’altalena con i piedi in acqua e chi andava in kayak!

Trakai: una delle zone più famose in Lituania
Lasciata Vilnius, il nostro viaggio on the road in Lituania prosegue verso uno dei luoghi più iconici e suggestivi del paese: Trakai, la cittadina dei laghi, delle minoranze e delle fortezze medievali. Prima, però, una breve sosta a pochi chilometri dalla meta, per visitare i giardini di Trakų Vokė Manor: una tenuta nobiliare con parco in stile francese, location perfetta per una passeggiata rilassante tra alberi secolari, laghetti, serre e statue, in un’atmosfera da romanzo dell’Ottocento. Avremmo voluto visitare il palazzo anche all’interno ma c’era un evento privato, probabilmente un matrimonio. Quindi si prosegue.

Arrivati a Trakai, raggiungiamo la nostra struttura affacciata direttamente sul lago Galvė. Abbiamo prenotato presso Argo Trakai, molto bella! Dopo il check-in, usciamo a piedi per goderci la passeggiata sul lungolago in direzione del celebre Castello di Trakai. A dimostrazione della fama di Trakai, e anche a causa del periodo di alta stagione, purtroppo troviamo la zona piuttosto affollata e decidiamo di rimandare la visita a domani. Approfittiamo però per fare un’altra attività tipica: un giro in barca sul lago, da cui il castello si mostra in tutta la sua imponenza, riflesso nell’acqua come in una cartolina. Il modo migliore per vederlo davvero, in silenzio, senza file né confusione. Qui potrete scegliere tra diverse tipologie di imbarcazioni, inclusi pedalò. Noi optiamo per una barca a motore senza sforzi! Intorno al lago ci sono anche diverse bancarelle dove poter fare acquisti di souvenir classici come le gemme di ambra, tipica dei Baltici.
Rientriamo per cena in struttura perchè il ristorante del b&b offre specialità georgiane. E se ricordiamo il viaggio in Georgia con grande amore è anche grazie alle sue specialità: khachapuri e kinkali!
Il castello di Trakai: da non perdere o no?
Il mattino seguente torniamo a piedi verso il castello, stavolta con più calma e meno turisti. La passeggiata vi mostrerà tante case tipiche, colorate, un po’ tipo le isole Lofoten. Il Castello di Trakai, costruito su un’isola nel XIV secolo, è uno dei simboli nazionali della Lituania. Fu voluto dal Granduca Kęstutis e ampliato da suo figlio Vytautas il Grande, leader leggendario del Granducato di Lituania. Strategicamente collocato tra i laghi, il castello era sia una fortezza militare che un centro politico cruciale per resistere alle incursioni dei Cavalieri Teutonici di cui vi abbiamo parlato nella tappa di partenza di questo viaggio: Danzica.
Oggi, completamente restaurato, ospita un museo storico che racconta non solo la storia del castello, ma anche quella dei Karaimi, una piccola comunità etnica e religiosa di origine turco-ebraica portata qui proprio da Vytautas nel XIV secolo dalla Crimea. Trakai è infatti uno dei rari luoghi in Europa dove questa minoranza ha lasciato una traccia profonda nella cultura e nell’architettura locale, visibile nelle tipiche case di legno colorate con tre finestre sulla facciata (una per Dio, una per il padrone di casa, una per il Granduca). Proprio quelle case che ci ricordano tanto le isole Lofoten!
Visitare Trakai significa immergersi in una storia fatta di coesistenza, potere e multiculturalismo, racchiusa in un paesaggio che alterna acqua, boschi e pietra rossa. Sebbene il castello sia bello da fuori, incastonato in un contesto naturalistico da fiaba, la visita all’interno non è stata così interessante nel complesso. Il biglietto d’ingresso peraltro è abbastanza costoso e l’enorme affluenza di turisti anche con grandi tour di gruppo rovina un po’ l’atmosfera e la magia. Tappa imperdibile? Forse no!
Kaunas: ultima notte in Lituania
Dopo la visita al Castello di Trakai, il nostro itinerario in Lituania volge ormai al termine, ma prima di salutare il Paese ci fermiamo per una notte a Kaunas, la seconda città più grande del Paese e già capitale temporanea tra le due guerre mondiali. Per questa notte abbiamo prenotato un classico Ibis in centro. Arriviamo nel primo pomeriggio e, senza troppa fretta, ci godiamo un’ultima passeggiata tra le strade del suo centro storico, elegante e sorprendentemente vivace.
Percorriamo Laisvės Alėja, la “Via della Libertà”, una delle strade pedonali più lunghe d’Europa, punteggiata da caffè, boutique, librerie indipendenti e spazi culturali. Il tutto avvolto da un’atmosfera rilassata, ben diversa dalla frenesia di Trakai: qui la vita scorre lenta, e ogni angolo invita alla sosta. Sarà per questo che vediamo anche una coppia di anziani concedersi un ballo! Dopo aver percorso la via più lunga, facciamo tappa alla Fortezza di Kaunas, un complesso militare che racconta la strategica importanza di questa città nel corso della storia, soprattutto durante l’occupazione russa e le guerre mondiali. Oggi, molte delle fortificazioni sono visitabili e offrono una visione cruda ma interessante della storia difensiva della Lituania.

Tra le sorprese architettoniche di Kaunas c’è senza dubbio la Chiesa di San Michele Arcangelo, uno degli edifici religiosi più imponenti della Lituania. Situata al termine di Laisvės Alėja, domina con la sua facciata neobizantina e le cinque cupole grigio-azzurre, creando un contrasto affascinante con lo stile più sobrio degli edifici circostanti. Imponente, maestosa e davvero splendida!
Originariamente costruita come chiesa ortodossa per i soldati dell’Impero Russo nel tardo Ottocento, è poi diventata cattolica e simbolo della resilienza della città, attraversando decenni di occupazione e cambiamenti identitari. L’interno è solenne, decorato con stucchi e affreschi, e spesso ospita concerti e mostre oltre alle celebrazioni religiose.

Collina delle croci: l’angolo più suggestivo
Lasciata Kaunas, la nostra ultima tappa in Lituania prima di attraversare il confine con la Lettonia è forse anche la più intensa dal punto di vista simbolico: la Collina delle Croci, uno dei luoghi più toccanti dell’intero Paese. Situata nei pressi di Šiauliai, nel nord della Lituania, questa collina pare essere ricoperta da oltre 500.000 croci, ma il numero esatto non si saprà mai, ed è molto più di un sito religioso: è un monumento vivente alla fede, alla memoria e alla resistenza.
Nessuno sa esattamente quando sia iniziata questa tradizione, ma le prime croci risalgono probabilmente al XIX secolo, erette come simbolo di speranza e devozione dopo le insurrezioni contro il dominio zarista. Durante l’occupazione sovietica, la collina fu più volte rasa al suolo dalle autorità — ma ogni volta le croci tornavano, sempre più numerose, portate di notte da pellegrini e cittadini determinati a mantenere viva l’identità spirituale del Paese.
Oggi, la Collina delle Croci è uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti della Lituania, visitata anche da Papa Giovanni Paolo II nel 1993, che ne riconobbe il profondo valore religioso e civile. Camminare tra quelle croci di ogni forma e dimensione — in legno, ferro, plastica, lego, con rosari, fotografie, dediche e messaggi personali — è un’esperienza che colpisce nel profondo, anche per chi non è credente. Il silenzio del luogo, rotto solo dal vento e dallo scricchiolio delle croci mosse dalle raffiche, amplifica l’emozione.
Conclusioni viaggio a Vilnius in Lituania
La Collina delle Croci non è spettacolare in senso estetico, ma è potente. Racconta una storia collettiva fatta di dolore, speranza, e testarda determinazione a non farsi cancellare. Un luogo che chiude il nostro viaggio in Lituania con una nota davvero positiva. In generale un viaggio in Lituania e a Vilnius difficilmente sarà indimenticabile. Offre qualche spunto piacevole ma nel complesso abbiamo visto capitali Europee migliori e paesi più interessanti. Ma siamo convinti che Lettonia ed Estonia sapranno stupirci di più!