VOLARE CON IL DRONE IN NORVEGIA: REGOLE E MAPPA (2026)

Cosa scoprirai in questo articolo:

Come abbiamo usato il drone in Norvegia: nel 2024 siamo stati a Longyearbyen e alle isole Lofoten e abbiamo verificato permessi, mappe e assicurazione; la registrazione italiana su D‑Flight e gli attestati A1/A3, A2 e STS sono validi. Entro 5 km dagli aeroporti serve il permesso con l’app NinoxDrone2. Alle Svalbard, dal 1° gennaio 2025 i droni sono vietati nelle aree protette; dal 1° aprile al 31 agosto non si vola entro 500 metri. Ultimo controllo 27 settembre 2026.

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La Norvegia applica le regole europee, ma il raggio di 5 km dagli aeroporti e il divieto quasi totale alle Svalbard cambiano il modo di pianificare i voli.

La Norvegia applica le regole europee, quindi la registrazione italiana e gli attestati valgono anche qui. Due cose però cambiano il modo di pianificare i voli. La prima è il raggio di cinque chilometri attorno agli aeroporti, dove serve il permesso della torre. La seconda sono le Svalbard, che di fatto sono chiuse ai droni turistici. Le norme comuni a tutto il continente sono nella nostra guida al volo con il drone in Europa; qui trovi quello che cambia in Norvegia.

La scheda in breve

Si può volare?Sì sulla terraferma, con le regole europee (EASA). Alle Svalbard quasi mai
AutoritàLuftfartstilsynet, l’autorità norvegese per l’aviazione civile
RegistrazioneVale quella italiana su D-Flight: chi è già registrato in un paese EASA non si registra in Norvegia
AttestatiA1/A3, A2 e abilitazioni STS rilasciati in Italia sono validi
AssicurazioneRichiesta per quasi tutte le operazioni; fanno eccezione i droni sotto i 250 g in categoria aperta
Mappa delle zonedronesoner.no
AeroportiDivieto entro 5 km senza il permesso della torre, che si chiede con l’app NinoxDrone2
SvalbardDroni vietati in tutte le aree protette dal 1° gennaio 2025 e entro 5 km dagli aeroporti
Ultimo controllo27 settembre 2026

La mappa ufficiale delle zone per i droni

La mappa di riferimento è dronesoner.no, dove trovi le zone geografiche per i droni. Accanto a quella servono però altri due strumenti. Le restrizioni temporanee, cioè i NOTAM, si leggono su ippc.no, mentre i permessi per volare vicino agli aeroporti si chiedono con l’app NinoxDrone2, usata da molti scali norvegesi. C’è poi una particolarità che quasi nessuno racconta: l’uso di sensori e fotocamere a bordo è regolato dall’autorità nazionale per la sicurezza, che pubblica una mappa dedicata alle aree dove le riprese sono limitate. Ci è capitato proprio alle Isole Lofoten di dover abbassare i finestrini in aereo poiché non dovevamo vedere/riprendere un’esercitazione militare.

Sulla terraferma i divieti principali sono questi: non si vola sopra o vicino ad aree e navi militari, carceri e ambasciate, e non si vola sui luoghi di un incidente senza autorizzazione. Le aree naturali protette hanno regole proprie, pubblicate dall’agenzia norvegese per l’ambiente, quindi vanno controllate parco per parco.

Le Svalbard sono un capitolo a parte

Alle Svalbard il drone turistico praticamente non si alza, e i motivi sono tre. Il primo: è vietato volare entro cinque chilometri dagli aeroporti, e questo basta a mettere tutta Longyearbyen dentro la zona vietata. Il secondo: dal 1° gennaio 2025 i droni sono vietati in tutte le aree protette dell’arcipelago, che ne coprono la gran parte. Il terzo riguarda Ny-Ålesund, dove oltre al divieto aeroportuale esiste un’area di silenzio radio di venti chilometri che comprende il paese e il Kongsfjorden.

A queste si aggiunge la fauna. Dal 1° aprile al 31 agosto non si vola entro 500 metri dalle pareti rocciose dove nidificano gli uccelli, e disturbare gli animali è sempre vietato. Le regole le gestiscono due autorità diverse: l’aviazione civile per lo spazio aereo, il governatore delle Svalbard per l’ambiente.

Che non siano regole sulla carta lo dimostra un caso recente. Nel giugno del 2026 un visitatore ha fatto volare il drone a Trinityhamna, nel Magdalenefjorden, dentro il parco nazionale dello Spitsbergen nord-occidentale. Ha poi pubblicato le riprese sui social, gli ispettori le hanno viste e il risultato è stato una multa da 12.000 corone norvegesi con sequestro del drone. Se il vostro viaggio prevede le Svalbard, insomma, mettete in conto di lasciare il drone a casa oppure di chiedere un’autorizzazione al governatore, che la valuta solo per usi non ricreativi.

Cosa serve a un pilota italiano

  • Registrazione: si usa quella italiana su D-Flight, con il codice operatore ben visibile sul drone. Chi è già registrato in un paese EASA non deve registrarsi anche in Norvegia.
  • Attestati: gli attestati A1/A3 e A2 e le abilitazioni STS ottenuti in Italia valgono anche qui.
  • Remote ID: sulle classi C1, C2 e C3 deve restare attivo, con il tuo codice operatore inserito nell’app del drone.
  • Assicurazione: in Norvegia serve per quasi tutte le operazioni e l’unica eccezione sono i droni sotto i 250 grammi in categoria aperta. In Italia poi la responsabilità civile è obbligatoria per tutti gli operatori. Noi voliamo assicurati con Dronezine anche all’estero: i dettagli sono nella nostra guida all’assicurazione per il drone.

Le regole di volo da ricordare in Norvegia

  • si vola al massimo a 120 metri dal suolo, con il drone sempre a vista;
  • entro cinque chilometri da un aeroporto serve il permesso della torre, che si chiede con NinoxDrone2;
  • mai sopra o vicino ad aree militari, navi della marina, carceri e ambasciate;
  • sul luogo di un incidente non si vola senza autorizzazione, perché lo spazio serve ai soccorsi;
  • nei parchi e nelle aree protette valgono regole locali: si controllano sulle mappe ambientali prima di partire;
  • le riprese con fotocamere e sensori hanno limiti propri in alcune zone, indicati dall’autorità per la sicurezza nazionale;
  • di notte si può volare con la luce verde lampeggiante. D’inverno, però, il buio dura quasi tutto il giorno e il drone deve restare a vista;
  • il freddo riduce molto l’autonomia. Tieni le batterie al caldo e conta meno minuti di volo del solito.

La nostra esperienza

Abbiamo volato più volte in Norvegia e spesso con le lacrime agli occhi! Non solo per il freddo incontrato tra le Svalbard e le isole Lofoten. Ma anche per la meraviglia che sarà possibile catturare dall’alto. Nel 2024 abbiamo infatti raggiunto la città più a nord del mondo, Longyearbyen dove abbiamo potuto volare con il drone regolarmente facendo richiesta all’ente ufficiale, anche se ora le regole sono molto più stringenti. Indimenticabile la tappa in motoslitta fino alla città sovietica abbandonata nell’artico: Pyramiden!

Alle isole Lofoten allo stesso modo, abbiamo potuto volare nella maggior parte delle tappe che avevamo programmato, informandoci prima su zone ed eventuali restrizioni.

Ti servono riprese aeree con il drone?

Quello che leggi qui nasce dal lavoro sul campo. Come professionisti realizziamo video, foto e rilievi con il drone, in Italia e all’estero: pilota con attestati A1/A3 e A2 e abilitazioni STS-01 e STS-02, voli assicurati e con le autorizzazioni necessarie.

Stai organizzando un viaggio in Norvegia? Sul blog trovi il nostro viaggio alle isole Lofoten e il racconto di Longyearbyen e Pyramiden, ai confini del mondo.

Domande frequenti

La registrazione italiana vale in Norvegia?

Sì. Chi si è registrato su D-Flight, o in un altro paese EASA, non deve registrarsi una seconda volta. Serve solo il codice operatore ben visibile sul drone.

Posso portare il drone alle Svalbard?

Portarlo sì, farlo volare quasi mai. Tutte le aree protette sono vietate dal 2025 e Longyearbyen rientra nei cinque chilometri dall’aeroporto. Il governatore concede autorizzazioni, ma solo per usi non ricreativi.

Come si chiede il permesso vicino a un aeroporto?

Con l’app NinoxDrone2, usata da molti aeroporti norvegesi. La richiesta va al servizio di controllo del traffico aereo, cioè alla torre dello scalo.

Serve l’assicurazione?

Sì per quasi tutte le operazioni. Restano fuori solo i droni sotto i 250 grammi in categoria aperta. In Italia però la responsabilità civile è obbligatoria comunque, quindi portala con te.

Posso riprendere l’aurora boreale?

Sì, il volo notturno è permesso con la luce verde lampeggiante. Il drone deve restare a vista anche al buio e il freddo taglia parecchi minuti di autonomia.

Fonti ufficiali

Ultimo controllo delle regole: 27 settembre 2026. Le norme sui droni cambiano spesso: prima di partire verifica sempre la mappa e i siti ufficiali norvegesi. Questa scheda non sostituisce le fonti ufficiali.

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