VOLARE CON IL DRONE IN SPAGNA: REGOLE E MAPPA (2026)

Cosa scoprirai in questo articolo:

Come ci siamo organizzati per volare in Spagna: abbiamo consultato la mappa ENAIRE Drones e applicato il Real Decreto 517/2024; in città abbiamo inviato la comunicazione al ministero dell'Interno almeno 5 giorni prima, mentre il coordinamento per aree protette può richiedere fino a un mese (preavviso minimo 72 ore). Copriamo registrazione D-Flight, attestati validi, Remote ID e casi a Fuerteventura, Lanzarote, La Graciosa, Malaga, Ibiza, Formentera e Bardenas Reales. Nell'articolo c'è anche il video completo del viaggio.

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La Spagna aggiunge alle regole europee il Real Decreto 517/2024: come funziona la mappa ENAIRE, perché in città serve un avviso al ministero dell’Interno e cosa chiedono le aree protette.

La Spagna applica le regole europee, ma ci aggiunge un decreto tutto suo: il Real Decreto 517/2024, che disegna le zone geografiche per i droni. Il risultato è che la registrazione italiana basta, mentre alzarsi in volo in città è tutt’altro che libero. Serve infatti un avviso al ministero dell’Interno con cinque giorni di anticipo, anche per un volo per hobby. Le norme comuni a tutto il continente sono nella nostra guida al volo con il drone in Europa; qui trovi quello che cambia in Spagna.

La scheda in breve

Si può volare?Sì, con le regole europee (EASA) più il Real Decreto 517/2024
AutoritàAESA, l’agenzia spagnola per la sicurezza aerea
RegistrazioneVale quella italiana su D-Flight: non serve registrarsi anche in Spagna
AttestatiA1/A3, A2 e abilitazioni STS rilasciati in Italia sono validi
AssicurazioneNon obbligatoria in A1 e in A3 sotto i 20 kg; obbligatoria in A2 e nella categoria specifica
Mappa delle zoneENAIRE Drones
Volo in cittàComunicazione al ministero dell’Interno almeno 5 giorni prima, divieto di sorvolare gli edifici
Aree protetteCoordinamento preventivo con l’ente che gestisce il parco
Ultimo controllo27 settembre 2026

La mappa ufficiale delle zone per i droni

Il punto di partenza è ENAIRE Drones, la mappa ufficiale del gestore dello spazio aereo spagnolo. Esiste anche come app per il telefono ed è gratuita. Mostra le zone geografiche, i NOTAM del giorno, le aree protette e i contatti dei servizi del traffico aereo. Ogni zona indica poi che cosa serve per volarci dentro. Le categorie principali sono queste:

  • sicurezza cittadina: centri abitati, zone residenziali e commerciali, aree ricreative all’aperto;
  • aeroporti ed eliporti: un raggio che va da 3 a 10 chilometri, con coordinamento obbligatorio;
  • spazio aereo controllato: si vola a vista sotto i 60 metri, altrimenti serve il coordinamento con l’ente del traffico aereo;
  • infrastrutture critiche: centrali, porti, ferrovie, ospedali e installazioni militari, con permesso scritto del gestore;
  • spazi naturali protetti: coordinamento preventivo con l’ente gestore;
  • zone a fotografia ristretta (ZRVF): qui decide il ministero della Difesa.

Il volo in città e la comunicazione al ministero dell’Interno

È la regola spagnola che sorprende di più. Per operare in un centro abitato, o sopra una concentrazione di persone, l’operatore deve inviare una comunicazione al ministero dell’Interno. Il termine è di almeno cinque giorni di calendario prima e si usa il modulo nella sede elettronica del ministero. Vale per tutti allo stesso modo, quindi anche per chi vola per passione. In più, nella categoria aperta, il drone non deve sorvolare gli edifici: solo il proprietario può autorizzarlo per iscritto. Le distanze minime dipendono poi dalla sottocategoria: nessuna per un C0 sotto i 250 grammi, 5 metri per un C1, 30 metri in A2 (5 con la modalità a bassa velocità) e 150 metri in A3.

Il caso Bardenas Reales: parco naturale e poligono militare

Il deserto delle Bardenas Reales, in Navarra, è l’esempio perfetto di quanto le zone si sovrappongano. È infatti un parco naturale e riserva della biosfera, ma ospita anche un poligono di tiro dell’aeronautica militare. Per volarci servono quindi tre passaggi, spiegati dalle istruzioni della Comunidad de Bardenas Reales:

  • il permesso dell’AESA per l’operazione;
  • l’approvazione dell’Ejército del Aire, da chiedere via email almeno 10 giorni prima, allegando mappa dell’area, coordinate, modello e numero di serie del drone;
  • l’avviso alla caserma delle Bardenas almeno 24 ore prima del volo.

In più il volo va coordinato con l’ente del parco per non disturbare la fauna. C’è anche una distanza minima da rispettare: 50 metri dal monumento naturale di Castildetierra, il pinnacolo che tutti fotografano. Sembra complicato, però è la procedura tipica di un’area protetta con una componente militare, e vale la pena conoscerla prima di partire.

Cosa serve a un pilota italiano

  • Registrazione: si usa quella italiana su D-Flight, con il codice operatore ben visibile sul drone. In Spagna non devi registrarti di nuovo.
  • Attestati: gli attestati A1/A3 e A2 e le abilitazioni STS ottenuti in Italia valgono anche qui.
  • Remote ID: sulle classi C1, C2 e C3 deve restare attivo, con il tuo codice operatore inserito nell’app del drone.
  • Assicurazione: il decreto spagnolo non la impone in A1 e in A3 sotto i 20 kg, mentre la richiede in A2 e nella categoria specifica. In Italia però la responsabilità civile è obbligatoria per tutti gli operatori, quindi la porti comunque con te. Noi voliamo assicurati con Dronezine anche all’estero: i dettagli sono nella nostra guida all’assicurazione per il drone.

Le regole di volo da ricordare in Spagna

  • si vola al massimo a 120 metri dal suolo, con il drone sempre a vista;
  • in città serve la comunicazione al ministero dell’Interno e non si sorvolano gli edifici;
  • vicino ad aeroporti ed eliporti il coordinamento è obbligatorio: il raggio arriva a 10 chilometri e in quota fino a 900 metri;
  • nei parchi nazionali e negli spazi naturali protetti serve il via libera dell’ente gestore. Alle Canarie, per esempio, è il caso di Timanfaya;
  • davanti a centrali, porti, ferrovie, ospedali e caserme serve il permesso scritto del gestore;
  • le pratiche di coordinamento richiedono tempo: fino a un mese, con un preavviso minimo di 72 ore;
  • di notte si può volare, ma serve la luce verde lampeggiante prevista dalle regole europee;
  • le spiagge affollate valgono come concentrazioni di persone, quindi si resta alla larga.

La nostra esperienza

In Spagna abbiamo volato in posti molto diversi tra loro. Alle Canarie, prima di tutto, tra Fuerteventura, Lanzarote e La Graciosa. Poi a Malaga, a Ibiza e a Formentera. Infine nel deserto delle Bardenas Reales, che resta il caso più particolare: lì il parco naturale convive con il poligono dell’aeronautica e le pratiche vanno avviate con giorni di anticipo. La lezione è sempre la stessa. La mappa si apre quando pianifichi il viaggio, non la mattina del volo, perché in Spagna quasi tutte le autorizzazioni hanno un termine minimo. Per Bardenas ad esempio abbiamo seguito la procedura con l’Ejército del Aire con largo anticipo al fine di ottenere i regolari permessi di volo.

Ti servono riprese aeree con il drone?

Quello che leggi qui nasce dal lavoro sul campo. Come professionisti realizziamo video, foto e rilievi con il drone, in Italia e all’estero: pilota con attestati A1/A3 e A2 e abilitazioni STS-01 e STS-02, voli assicurati e con le autorizzazioni necessarie.

Stai organizzando un viaggio in Spagna? Sul blog trovi i nostri articoli su Fuerteventura, su Lanzarote e su due giorni a La Graciosa.

Domande frequenti

La registrazione italiana vale in Spagna?

Sì. Chi si è registrato su D-Flight, o in un altro paese EASA, non deve registrarsi una seconda volta. Serve solo il codice operatore ben visibile sul drone.

Posso far volare il drone in una città spagnola?

Sì, ma con una comunicazione al ministero dell’Interno inviata almeno cinque giorni prima. Il drone inoltre non può sorvolare gli edifici, salvo autorizzazione scritta del proprietario.

Serve l’assicurazione?

Il decreto spagnolo non la impone in A1 e in A3 sotto i 20 kg. In Italia però è obbligatoria per tutti gli operatori, quindi devi averla comunque: porta con te il certificato.

Posso volare sulle spiagge delle Canarie?

Dipende da dove e da quando. Una spiaggia affollata è una concentrazione di persone, quindi il volo è vietato. Molte aree costiere rientrano poi in spazi protetti, dove serve il via libera dell’ente gestore.

Quanto tempo prima vanno chieste le autorizzazioni?

Il coordinamento può richiedere fino a un mese. Il preavviso minimo è di 72 ore, mentre per le città il termine è di cinque giorni.

Fonti ufficiali

Ultimo controllo delle regole: 27 settembre 2026. Le norme sui droni cambiano spesso: prima di partire verifica sempre la mappa e i siti ufficiali spagnoli. Questa scheda non sostituisce le fonti ufficiali.

10 comments
  1. Ciao. Ti ringrazio per la guida. Però essendo cambiate le regole non è che potresti aggiornarla? Molti quando si potrà nuovamente viaggiare liberamente cercheranno questo tipo di informazioni..

    Io devo andare a Tenerife a fine febbraio e volevo portare con me il mio mini 2.
    Ho visto il sito che ti ha indicato l’aviazione spagnola e non riesco a capire nulla.
    Ok i parchi naturali e rurali ma il resto? Vedo rosso ovunque..
    Non so se conosci Costa Adeje io la maggior parte del tempo sarò li. Anche li è rosso eppure l’aeroporto non è vicino (tanto chè il cerchio rosso si ferma e poi ne inizia uno nuovo per l’aeroporto).
    Ti ringrazio per l’attenzione…
    Un saluto
    Luca.

    1. Ciao Luca,
      grazie mille per il tuo commento. Siamo stati solamente a Fuerteventura e Lanzarote per la parte di Isole Canarie quindi non conosciamo Tenerife. In ogni caso con il nuovo regolamento Europeo dei droni di EASA ora le regole sono standard per tutta Europa al pari dell’Italia. E’ da capire anche all’estero se dovranno aggiornare mappe e/o siti di riferimento, al momento c’è ancora parecchia confusione anche qui in Italia, meglio attendere prossime settimane per avere uno scenario chiaro. Grazie mille, a presto!

  2. Ciao Luca e Nicola, avete novità in merito al regolamento e alle zone per la Spagna? Anche io quest’estate vorrei andare a Tenerife col mini 2 e mi interesserebbe capire meglio se ci sono aggiornamenti.

    Grazie mille

  3. Ciao,

    Vi ringrazio per utilissime informazioni e complimenti per il vostro canale YouTube.

    A Settembre andrò a Fuerteventura, la mappa indica che buona parte dell’isola è sorvolatile con il Drone, quindi vi chiedo se effettivamente è la mappa ciò a cui devo fare riferimento.

    Potrei chiedervi anche dove e in che modalità posso contattare l’ente preposto?

    Grazie,
    Simone

  4. Ciao, mi sto recando in spagna per le vacanze, in particolare Valencia! Stavo cercando di capire come volare in regola con il mio Mini2. Non capisco bene se per vedere le limitazioni delle zone su Enaire bisogna essere registrati, sai dirmi qualcosa in merito? Grazie 1000

  5. Ciao dal 25 al 29 saro a Palma, avendo un mini 3 pro volevo fare qualche ripresa.
    Sul sito https://drones.enaire.es/ ci ho capito poco, in effetti dflight e molto piu semplice.
    Su enaires ovunque clicco mi dice che non ci sono informazioni
    sai dirmi qualcosa in piu
    Grazie

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