Il nostro viaggio on the road tra i Paesi Baltici prosegue. Dopo la Polonia, l’oblast russo di Kaliningrad e la Lituania, attraversiamo il confine e arriviamo in Lettonia, un paese che fin dai primi chilometri riesce a cambiare completamente atmosfera anche nelle nostre anime. Più luce, strade bianche infinite, piccoli centri curatissimi e una sensazione diffusa di tranquillità. Un viaggio che parte da luoghi poco turistici e arriva a una capitale sorprendente come Riga, passando per natura incontaminata, borghi medievali e un passato sovietico ancora molto presente ma di cui non si ha molto piacere di parlare e di mostrare.

Saldus: la porta della Curlandia
La nostra prima tappa in Lettonia è Saldus, cittadina a circa 120 km da Riga, considerata la porta d’accesso alla regione storica della Curlandia (Kurzeme). Non è una meta turistica classica, ma è famosa in tutto il paese per un prodotto molto specifico: le caramellas, caramelle morbide tradizionali lettoni. Tipo caramelle Mou, per intenderci. Saldus ci accoglie con una piazza animata nelle intenzioni ma priva di persone e un clima sorprendentemente piacevole. È uno di quei luoghi dove non c’è nulla di eclatante da “fare”, ma tutto è ordinato, pulito e rilassante. Recuperiamo le famose caramelle (classiche e alle nocciole) e ripartiamo con una sensazione positiva: la Lettonia inizia decisamente bene! Qui nel centro troverete sia la fabbrica che le produce, la Saldus Gotina, ma sarà possibile recuperarle anche nei piccoli supermercati nei dintorni. Dopo aver recuperato le caramellas è tempo di spostarci per la prima notte in questo nuovo paese.
Culdīga: il nostro paese del cuore in Lettonia
La sera raggiungiamo Culdīga, e qui scatta qualcosa. Questo piccolo borgo diventa immediatamente il nostro luogo del cuore in Lettonia. La nostra struttura per la notte è Jēkaba sēta. Centro storico intatto, case in legno, pochissimi turisti e un’atmosfera sospesa nel tempo. Dopo una passeggiata nel centro, ceniamo con un piatto tipico a base di patate, bacon, uova, cetriolini e senape. In teoria loro la chiamano “insalata” ma ce le ricordavamo diverse le insalate! Soprattutto quelle da dieta! Al tramonto arriviamo al simbolo del paese: la Venta Rapid, la cascata naturale più larga d’Europa. Non è alta, ma è vastissima e perfettamente integrata nel contesto urbano. Chiudiamo la giornata visitando da fuori anche la piccola e splendida chiesa ortodossa in centro vicina alla nostra struttura, prima di rientrare.
Culdīga è uno di quei posti dove si vorrebbe restare di più, senza un vero motivo se non quello di rallentare.

Parco Nazionale di Ķemeri: natura estrema a due passi da Riga
Passata la notte a Culdīga, di prima mattina facciamo una deliziosa colazione in centro. Cappuccino e dolce tipico con frutti di bosco. L’ultimo regalo di Culdīga. Ora però è tempo di spostarci e continuare il nostro itinerario di viaggio in Lettonia. Prima di raggiungere Riga facciamo una deviazione fondamentale: il Parco Nazionale di Ķemeri. Un’area naturale formata da paludi, laghi, foreste e passerelle in legno che attraversano quello che un tempo era il mare di Littorina. A dire il vero prima di questo spot, ci siamo fermati in una tappa assolutamente imperdibile se come noi amate posti abbandonati o destinazioni insolite come Chernobyl HBO che sono proprio nei paesi Baltici. Quindi dopo aver sostato e pranzato al sacco ad Irbene, siamo andati nell’ultima tappa di giornata prima della capitale.
Qui al Parco Nazionale di Kemeri, scegliamo il percorso più lungo, circa 4 km su passerelle, fino alla torre di osservazione panoramica. Il parco è noto anche per i fanghi e minerali a scopo terapeutico, motivo per cui in passato sono nati qui sanatori e resort. L’esperienza è totale: silenzio assoluto, paesaggio sconfinato, quasi primordiale e nessun altro visitatore. L’ingresso è gratuito (si paga solo il parcheggio) ed è una delle tappe più incredibili di tutto il viaggio nei Baltici. Anche se ne vedremo un altro in Estonia di Parco ancora più affascinante. Ma ci sarà tempo di raccontarvelo! Intanto ricordate che se visitate Riga, questa deviazione al Kemeri è semplicemente obbligatoria.

Riga: la capitale che non ti aspetti
Terminata la visita al Parco, in 45 minuti circa, arriviamo finalmente a Riga dove resteremo tre notti. Per stavolta abbiamo scelto il bell’albergo in centro: Tribe. La città si divide chiaramente in due anime: la città vecchia medievale e la parte più moderna, sviluppata dopo il XIX secolo. Riga, come vedremo, sorprende per eleganza, verde urbano e una forte identità culturale. Sicuramente un altro livello, almeno secondo noi, rispetto a Vilnius che ci ha delusi un po’.

Il centro storico di Riga: cosa vedere
Dopo la colazione in albergo, iniziamo a scoprire passo dopo passo Riga. La nostra visita parte dalla Cattedrale di Riga, la più grande chiesa medievale dei Paesi Baltici, famosa per il suo organo monumentale da oltre 6000 canne. L’interno è sobrio, ma il complesso e soprattutto il chiostro sono magnifici. Proseguiamo poi visitando il Castello di Riga, oggi residenza ufficiale del Presidente. Le cantine raccontano la storia dell’antico castello dell’Ordine Teutonico, con trasformazioni che vanno dal Medioevo ai rifugi antiaerei della Seconda Guerra Mondiale. Dopo questa breve visita, usciamo e ci spostiamo di poco perchè non molto distante da qui si trovano i celebri Tre Fratelli, tre edifici storici uno accanto all’altro, simbolo dell’evoluzione architettonica cittadina: gotico, rinascimentale e barocco.
Storia e contrasti con l’attualità nei Baltici
Dopo questo rapido passaggio storico, andiamo nel museo di storia presso la Torre delle Polveri. Qui sono davvero molto evidenti i contrasti nei paesi Baltici rispetto all’attualità che stiamo vivendo. Infatti, sebbene nei vari piani di esposizione, si ripercorrono le fasi storiche soprattutto della prima guerra mondiale lasciando meno spazio alla seconda e soprattutto a quella che viene definita sempre come “occupazione sovietica”. Nonostante la storia, vedremo sempre più andando verso l’Estonia, l’ostilità verso la Russia e quella che fu l’Unione Sovietica. Entrando in questo museo il contrasto (e anche il fastidio per certi aspetti) lo vedrete aprendo la porta. All’ingresso infatti, la prima esposizione è dedicata ad un’auto trivellata di colpi in Ucraina e dei droni da guerra. Il tutto corredato di bandiere NATO. Insomma, non la storia che ci aspettavamo di vedere in un museo. Diciamo più propaganda occidentale.
Usciamo dopo la visita un po’ perplessi e ci consoliamo con un pranzo tipico Lettone a base di aringa, davvero squisita! Prossima tappa? Il Monumento alla Libertà è uno dei luoghi più sentiti di Riga. Non celebra l’era sovietica (ma questo ormai dovrebbe esservi chiaro, no?!), ma l’indipendenza della Lettonia nel 1918. Inaugurato nel 1935 grazie a donazioni popolari, è sopravvissuto anche al periodo sovietico, quando era considerato un simbolo di resistenza. In cima svetta Milda, con tre stelle che rappresentano le regioni storiche del paese: Kurzeme, Vidzeme e Latgale. Alla base la scritta: Per la patria e per la libertà. Un bell’angolo immerso nel verde nonostante siamo in pieno centro città.

I simboli del centro di Riga e della Lettonia
Ora ci dedichiamo ad una passeggiata tra Livū laukums, Jauniela (la “via nuova” della città vecchia) e Piazza del Municipio, dove si trova la celebre Casa delle Teste Nere, edificio gotico ricostruito dopo la distruzione nella Seconda Guerra Mondiale. Bellissimo e assolutamente originale, pieno di carattere da fuori.
Qualche foto e saliamo a seguire sulla Chiesa di San Pietro, che offre una delle viste panoramiche più belle di Riga ma solo acquistando il biglietto che include l’ascensore. Da qui in alto si nota chiaramente il contrasto tra centro storico e quartieri sovietici, inclusa la famosa “torta di Stalin”, che si vede sullo sfondo della città, caratteristico edificio brutalista oggi sede del Museo delle Scienze. Lo andremo a vedere anche più da vicino più tardi. Scendendo, subito dietro la Chiesa di San Pietro, troverete la piccola installazione dedicata ai 4 musicanti di Brema. Qui, abbiamo raccontato in dettaglio la storia e gli aneddoti nel video completo pubblicato sul nostro canale YouTube. Ma per favore: non andate a toccare il naso dei 4 poveri animali! C’è molto di più da sapere.

Ultime tappe di oggi? Il teatro nazionale dell’opera, bellissimo! E poi con un taxi ci spostiamo dall’altro lato della città per andare a vedere una chiesa ortodossa deliziosa e fuori dai soliti percorsi turistici. Infatti ci siamo ritrovati qui completamente da soli. La particolarità di questa chiesa della Santissima Trinità di Riga è il suo sgargiante colore rosa! Non potrete assolutamente resistere a fare foto.

Riga Sovietica giorno 2: memoria e contrasti
Il secondo giorno è dedicato al passato sovietico. Visitiamo la Corner House, ex sede del KGB, luogo di interrogatori e repressione. Il percorso gratuito racconta la storia, mentre il tour completo consente di visitare le celle. Non avendo tempo a sufficienza per attendere il tour completo, continuiamo in centro città la visita di questa nuova capitale Europea. Proseguiamo lungo il fiume Daugava, tra memoriali, il Museo dell’Occupazione e aree dove molti monumenti sovietici sono stati rimossi dopo l’invasione dell’Ucraina. Qui la memoria è viva, ma complessa: liberazione e occupazione convivono in un racconto mai semplice.
Per pranzo, con la scusa del tour della città, ci spostiamo al Mercato Centrale di Riga che è uno dei più grandi d’Europa. Sorge in cinque hangar costruiti originariamente per i dirigibili Zeppelin. Oggi ospita banchi di carne, pesce, verdura e street food. Subito dietro svetta il grande edificio brutalista soprannominato “torta di compleanno di Stalin”, testimonianza ingombrante del periodo sovietico. Quello di cui vi accennavamo poche righe sopra, nella visita di ieri dal punto panoramico della chiesa di San Pietro. Lo andiamo così a vedere più da vicino e nonostante i contrasti di cui vi abbiamo parlato, in cima al palazzone austero, potrete vedere ancora intatte falci e martelli. Viene da chiedersi solo per quanto ancora resteranno li?

Balsamo di Riga e l’ultimo saluto alla capitale
Prima di lasciare Riga, non può mancare una degustazione del celebre Riga Black Balsam, liquore simbolo della città. Tra locali storici e pasticcerie poco conosciute, salutiamo la capitale in modo decisamente memorabile. Noi siamo andati nel Black Magic Bar di Riga, segnatelo per il vostro tour! Posto fermo nel tempo dove consumare normalmente e, scendendo al piano inferiore, potrete acquistare la “medicina” di Riga!
Cēsis: il castello da visitare con la lanterna
Dopo il drink corretto con balsamo di Riga, prendiamo la nostra modesta auto e iniziamo ad andare in direzione nord, verso il nostro prossimo nuovo paese: l’Estonia! Ma prima, ultima grande tappa in Lettonia è Cēsis, dove visitiamo uno dei castelli più antichi del paese. La particolarità? L’interno si visita solo con una lanterna, come nel Medioevo. Molto originale e coinvolgente! Costruito dai Cavalieri Portaspada, divenne residenza del Maestro dell’Ordine di Livonia. Nel XVI secolo, durante l’assedio dell’esercito di Ivan il Terribile, circa 300 persone preferirono farsi esplodere piuttosto che arrendersi. All’esterno si trovano botteghe artigiane e un giardino botanico che completano l’esperienza. Da qui ci siamo poi mossi in Estonia come detto, ma di rientro (visto che ripartiremo in aereo da dove abbiamo cominciato, ovvero Vilnius) abbiamo fatto anche una tappa extra molto particolare!

Valga/Valka: una città, due stati
Concludiamo il nostro viaggio in Lettonia/Estonia a Valka (nome in Lettone), città divisa tra Lettonia ed Estonia. Pur essendo la medesima città, in Estone invece, si chiama Valga. È un po’ tipo Nicosia, la capitale divisa di Cipro. Qui non ci sono capitali di paesi ma è un semplice paesino diviso a metà. È singolare perchè il confine è invisibile ma attraversabile a piedi ed è un simbolo perfetto dell’Europa contemporanea.
Considerazioni finali: perché visitare la Lettonia
La Lettonia è un paese che non urla, ma convince. Almeno ha convinto noi, sicuramente ben più della Lituania. Offre natura selvaggia, città eleganti, una storia complessa e una capitale sorprendente. È perfetta per chi ama i viaggi on the road, i luoghi poco affollati e le destinazioni ancora sottovalutate. Un paese che merita molto più di una semplice tappa di passaggio nei Baltici ma può essere anche ideale per un semplice weekend nella capitale. Noi ci vediamo in Estonia nel prossimo articolo!