BAIKONUR: LA CITTÀ SEGRETA IN RUSSIA (DENTRO IL KAZAKISTAN)

Cosa scoprirai in questo articolo:

Scopri il fascino unico di Baikonur, il leggendario cosmodromo che ha segnato la storia delle missioni spaziali sovietiche. In questa guida, ti porteremo attraverso un'avventura indimenticabile in Kazakistan, esplorando Almaty, la capitale culturale, e il misterioso cosmodromo dove sono nati eventi storici come il volo di Yuri Gagarin. Preparati a vivere un viaggio tra storia, natura e tecnologia, con dettagli utili e curiosità che renderanno la tua esperienza davvero speciale. Non perdere l'occasione di approfondire con il nostro video completo su YouTube!

baikonur cosmodrome Kazakistan russia viaggio tour visita visit trip

Non abbiamo fatto in tempo a salutare il Brasile con il viaggio di pochissimi giorni fa che siamo pronti ad una nuova avventura sulla carta a dir poco epica: Baikonur in Kazakistan. Il Cosmodromo che ha reso celebre nel mondo le missioni spaziali dell’Unione Sovietica durante il periodo della Guerra Fredda. Il primo satellite con lo Sputnik, la prima orbita completa intorno alla terra e il leggendario Jurij Gagarin con la celebre frase “Поехали!” ovvero “Andiamo!”. E sempre da qui si sono scritte tante pagine, come la prima donna nello spazio con Valentina Tereškova. Ma come sempre quando si parla di URSS ci sono anche pagine drammatiche da ricordare ma avremo tempo più avanti per parlarne. Ovviamente potete vedere tutte le nostre esplorazioni iscrivendovi al nostro canale YouTube e seguendoci su Instagram per spoiler.

Gite fuori luogo: un viaggio alternativo

Quello di oggi è una di quelle Gite Fuori Luogo su cui ho perfino scritto anche il mio primo libro! Gita con il geiger, direttamente da Chernobyl è da ora disponibile sul sito ufficiale. Il primo libro è solo il primo capitolo delle mie Gite Fuori Luogo e questo di oggi a Baikonur potrebbe certamente essere un degno erede in futuro! Compra ora la versione che preferisci qui.

Viaggio a Baikonur in Kazakistan: da ovest ad est

Ebbene si, poco più di un anno fa eravamo già da queste parti a raccontare il memorabile viaggio alternativo in Kazakistan e ora siamo tornati per completare quell’itinerario. Eravamo partiti da Aktau con il deserto interstellare quanto indimenticabile del Mangystau. Interi giorni in tenda senza alcuna possibilità di lavarsi e privi di comodità ma con un livello di bellezza impressionante. Da lì, avevamo proseguito verso il lago d’Aral raggiungendo in un giorno intero di traversata nella steppa, la desolazione della città di Aralsk. Un tempo bagnata dal quarto lago più grande del mondo, oggi senz’acqua. 

Da Aralsk il tratto di strada più impegnativo di sempre: circa 2000km da fare per forza entro 3 giorni e dove in certi punti le strade non esistevano proprio! Tutto questo per raggiungere il poligono nucleare di Semej Semipalatinsk dove l’URSS testò 456 volte la bomba atomica. Infine, un’altra notte di guida per raggiungere la nuova capitale del Kazakistan: Astana. 

Itinerario tour viaggio Baikonur Kazakistan: cosa vedere ad Almaty

Almaty: cosa vedere nella storica capitale del Kazakistan

Per questo nuovo viaggio verso Baikonur qui in Kazakistan, nel bel mezzo dell’Asia Centrale, abbiamo molto meno tempo e zero possibili sbagli da poter fare. Con 2 voli raggiungiamo la storica capitale del paese nel sud-est, quasi al confine con il Kirghizistan: Almaty. La città delle mele, o il padre delle mele, come viene definita. Almaty infatti sarà il nostro primo punto di arrivo per 2 notti, poi ci attende un altro volo per raggiungere la ben più desolata città di Kyzylorda. Ma il viaggio non finisce qui perchè come dicevamo, dovremo raggiungere Baikonur con il suo Cosmodromo e per farlo, dovremo continuare in auto verso quella città russa che si trova incastrata, formalmente dal 1994, dentro il Kazakistan. Ma andiamo con ordine perché di cose da dire ne avremo molte, iniziamo pertanto da Alma-Ata come veniva chiamata durante il periodo sovietico, la storica capitale culturale del Kazakistan.

Un doppio volo Turkish ci conduce ad Almaty in tarda notte, giusto il tempo dei controlli, una corsa in Yandex GO (servizio simile ad Uber o Bolt ma è il più usato qui in Kazakistan così come in Russia) e raggiungiamo il nostro hotel Grand Tien-Shan in pieno centro. Una doccia e finalmente buonanotte! 

viaggio Kazakistan Almaty cosa vedere tour baikonur

Almaty: storia della città delle mele e dei terremoti

Prima di addormentarci e spegnere la luce, vediamo sul comodino un volantino con le istruzioni in caso di terremoto. La storia recente di Almaty inizia a metà degli anni ‘800 ma è più semplice comprenderla attraverso i suoi nomi. L’area era frequentata ed abitata molto prima dell’arrivo dell’Impero russo. Insediamenti medievali sorgevano lungo le rotte che collegavano l’Asia centrale, la Cina e le steppe eurasiatiche. Ma la città moderna iniziò a svilupparsi soprattutto a partire dal 1854, quando l’Impero russo costruì qui una fortificazione militare. Il forte venne chiamato Verny, una parola russa che significa “fedele” o “leale”. Quel nome raccontava già la funzione politica dell’insediamento. Verny non era soltanto una città. Era un avamposto dell’espansione russa verso l’Asia centrale. Intorno al forte arrivarono cosacchi, soldati, commercianti, funzionari e contadini provenienti dall’Impero russo. Nel 1921, durante il periodo sovietico, Verny venne ribattezzata Alma-Ata. Infine, dopo l’indipendenza kazaka del 1991, il nome venne modificato nella forma attuale: Almaty.

Come accennato in precedenza Alma-Ata ha un forte legame con le mele e questo si vede ad ogni angolo della città. La città si trova ai piedi delle montagne del Tian Shan e nelle foreste salendo di quota, cresce ancora il Malus Sieversii, una specie di melo selvatico considerata uno dei principali antenati genetici delle mele che mangiamo oggi. I suoi frutti non sono tutti uguali. Alcuni sono piccoli e aspri. Altri dolci, colorati e sorprendentemente simili alle varietà coltivate. Questa diversità genetica ha un valore enorme. Da questa storia millenaria e trovandosi sulla rotta della Via della Seta condizionata da passaggi, incontri e commercio, sarebbero nate molte delle mele domestiche moderne. Quindi quando Almaty si definisce città delle mele, non sta semplicemente utilizzando un simbolo turistico. Ma parla già di sé e della sua storia.

Almaty Kazakistan drone viaggio cosa vedere fare visitare

Il centro storico della città di Almaty

Il centro della città di Almaty, soprattutto con il contributo del drone che ci accompagna come sempre, mostra subito il suo punto forte: la natura. Dall’alto sembra quasi una Pripyat di Chernobyl sopravvissuta al disastro. Viali enormi, piante ovunque che abbracciano le abitazioni. Dall’alto sembra davvero che la natura stia soffocando le case prendendone il controllo. Sullo sfondo le magnifiche ed enormi montagne del Tian Shan. Per questo primo giorno ad Almaty facciamo una passeggiata non troppo distante dall’albergo. 

Almaty: perché è la capitatale culturale?

Avremmo dovuto fare un tour del centro di Almaty nel pomeriggio con una guida trovata qualche giorno prima della partenza ma è prevista pioggia tutto il tempo e la temperatura è precipitata a 17 gradi circa nonostante il calendario ricorda essere il 4 di luglio! Così modifichiamo la visita per l’indomani mattina presto, le previsioni dicono sole pieno e così sarà. Avremo però tempi stretti perché poi ci attende il nuovo volo verso Kyzylorda, la tappa intermedia verso Baikonur.

Almaty kazakistan city centre

Cosa vedere ad Almaty: tra Soviet e natura

Fin dai primi passi la città mostra subito la sua anima più interessante: elegante, piena di verde, sovietica e centroasiatica allo stesso tempo. La prima tappa è l’Accademia delle Scienze, uno degli edifici più riconoscibili della città, costruito con una forte impronta monumentale e decorazioni che uniscono classicismo sovietico ed elementi ispirati all’architettura locale. È uno di quei luoghi che raccontano bene il ruolo di Almaty come capitale culturale e scientifica del Kazakistan sovietico, quando la città era il centro politico e intellettuale del paese. Da qui, girando verso via Shevchenko, si raggiunge la curiosa Fontana del Calendario Orientale, conosciuta anche come Fontana dello Zodiaco. 

Almaty: il punto di partenza per Baikonur in Kazakistan

Realizzata nel 1980, rappresenta i dodici segni del calendario orientale e unisce simbolismo, arte pubblica e gusto sovietico per gli spazi urbani monumentali. Inoltre al centro troviamo il Cosmo che è l’elemento perfetto da associare a questo viaggio! È una tappa breve, ma molto fotogenica, perfetta per cogliere l’essenza dell’Asia centrale, astrologia e urbanistica sovietica che rende Almaty particolare e assolutamente ben diversa e lontana da Astana. Proseguendo verso via Dostyk, lo sguardo viene catturato dall’inconfondibile sagoma dell’Hotel Kazakhstan, uno dei simboli architettonici della città. Inaugurato nel 1977, con la sua struttura verticale e la caratteristica corona dorata sulla sommità, è uno degli esempi più iconici del brutalismo sovietico in Asia centrale. Per me nemmeno a dirlo, è bellissimo! Domina lo skyline del centro e funziona quasi come un punto di orientamento urbano.

hotel Kazakistan kok tobe Almaty viaggio baikonur itinerario tour informazioni utili

Kok Tobe: tra natura e storia dello sport

Proprio nei pressi dell’hotel si trova anche la stazione della funivia per Kok Tobe, la collina panoramica che domina Almaty. Noi non abbiamo avuto tempo di farlo anche perché a fine mattina sarebbe arrivato un bel temporale e così per tutto il giorno. Ma salire fin lassù è una delle cose migliori da fare in città, soprattutto se il cielo è limpido: da un lato si apre la vista sulla metropoli con oltre 2.5 milioni di abitanti, dall’altro compaiono le montagne del Tian Shan, che sembrano sempre ricordare quanto Almaty sia una capitale di confine tra mondo urbano e natura estrema.

Come accennato, la città, adagiata ai piedi delle montagne del Tian Shan, ha dovuto convivere nei secoli con terremoti devastanti, frane, alluvioni improvvise e colate di fango scese dalle valli circostanti. L’antica Verny, fu più volte colpita duramente da eventi naturali che ne cambiarono il volto urbano. In questo contesto, uno dei simboli più forti di resistenza è la Cattedrale dell’Ascensione, conosciuta anche come Cattedrale Zenkov, una chiesa ortodossa in legno che riuscì a sopravvivere al grande terremoto del 1911 con danni minimi.

viaggio baikonur itinerario Kazakistan Almaty kyzylorda qyzylorda

Come raggiungere il Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan

Con i minuti contati ed un filo di apprensione al termine dello splendido tour della città di Almaty è tempo di recuperare in fretta i bagagli in albergo, prenotare un Yandex e volare in aeroporto per prendere il terzo volo in 3 giorni. Ma spesso le nostre avventure sono memorabili proprio per questo!

Stavolta la destinazione è pressoché nel nulla cosmico verrebbe da dire. Dobbiamo raggiungere la città di Kyzylorda o Qyzylorda che dirsi voglia. Certo, è possibile anche arrivarci in auto a Baikonur nel bel mezzo del Kazakistan come abbiamo fatto poco più di un anno fa (ma senza la possibilità di entrarci non avendo i permessi). Ma che partiate da Aktau, da Astana o da qualsiasi altro punto del Kazakistan, Baikonur è complessa da raggiungere. Avendo poco tempo a disposizione e zero possibilità di sbagliare, aereo verso Kyzylorda con atterraggio a metà pomeriggio e 2 notti qui in un albergo del centro: Sultan Hotel.

Arrivando in questa polverosa città in mezzo alla steppa si vede chiaramente la diversità di questo paese. Abbiamo abbandonato le montagne del Tian Shan con i loro 7.000 metri. Abbiamo abbandonato il verde dei viali di Almaty e in un’ora e mezza siamo in una piana che non ha fine ovunque la si guardi. Bentornati nella steppa Kazaka, un anno dopo!

viaggio trip tour baikonur Kazakistan shuttle buran

Kyzylorda: la tappa obbligata per Baikonur in Kazakistan

Trascorsa la prima notte a Kyzylorda, l’indomani alle 8 in punto è tempo di partire. Auto e in 3 ore e mezza di guida tra sorpassi improbabili a tir e strada sempre dritta senza mezza curva, eccolo nuovamente davanti ai nostri occhi quel cartello con l’indicazione: Байконур. All’ingresso vediamo l’enorme insegna che recita: “добрый пожаловать” ovvero benvenuti! E all’ingresso di questa particolare frontiera si vede sventolare la bandiera della Russia. Da qui non è consentito proseguire da soli. 

Tour di Baikonur in Kazakistan: regole ed informazioni utili

Per poter ottenere i permessi e le autorizzazioni per l’accesso a tutta l’area di Baikonur abbiamo dovuto muoverci con largo anticipo, circa 3 mesi prima del viaggio. Infatti le condizioni imprescindibili al fine di ottenere una sorta di visto per Baikonur, in particolare per chi come noi vuole documentare tutto con foto, video e perfino il drone, è quello di inviare una scansione completa dell’intero passaporto, indicare le generalità incluso il proprio lavoro e tutti i seriali dell’attrezzatura video. Dopo aver definito una data e aver inviato tutto, inclusi i tanti rubli(!), circa 60 giorni dopo, abbiamo ricevuto lo splendido messaggio. 

 Документы и разрешения все получены. Insomma quell’atto di fede fatto qualche mese fa, era stato accolto positivamente! E non ci sembra vero ancora adesso di essere tornati qui in Kazakistan, stavolta dentro Baikonur!

abandoned shuttle buran visit Baikonur Russia Kazakistan cosmodrome cosmodromo

Giunti sul posto come accennato, una guida autorizzata di Baikonur con proprio mezzo, ci ha portati all’interno dell’area partendo proprio dalla parte di Cosmodromo. Lungo il percorso ci sono diversi checkpoint militari con FSB che controlla tutte le carte e mandano avanti. Nemmeno a dirlo, almeno oggi qui, sono l’unico turista occidentale. E forse uno dei pochissimi italiani mai entrati a Baikonur. È un’emozione incredibile! Ma il motivo per cui ci siamo rifatti tutto questo sbattimento è per poter ammirare lo shuttle sovietico abbandonato dentro uno dei vari hangar presenti. Il famoso Buran!

Baikonur e lo shuttle sovietico Buran in Kazakistan

Superato il primo checkpoint militare, davanti a noi si apre solamente steppa e un infinito rettilineo. Il momento è suggellato per sempre sulle note a tutto volume della traccia Трава у дома di Priklucheniya Elektronikov. Ovviamente sparata a tutto volume nelle casse del van nero dalla mia guida Olga. In lontananza si iniziano a scorgere le prime aree di lavoro, i mega hangar di produzione, stoccaggio e manutenzione. Sul lato sinistro la ferrovia che collegava la città di Baikonur al Cosmodrome.

Un po’ come abbiamo visto a Chernobyl, c’era Pripyat dove vivevano famiglie e lavoratori. A 3km di distanza c’era la centrale nucleare. Qua il disegno è analogo ma anche per ragioni di sicurezza, il Cosmodromo di Baikonur, si trova a 30km dalla città. Ai tempi dell’URSS si utilizzava molto il treno che impiegava qualcosa come 2 ore per percorrere questi 30km. Per tali motivi, per la manutenzione costosa e anche a seguito del 1991 con la fine dell’Unione Sovietica, il treno è stato soppresso per sempre. Ci sono dei vagoni sui binari ma solo con finalità merci. 

La città di Baikonur intorno al 1990 ha registrato il suo massimo culmine demografico. Qui vivevano 140.000 persone circa. Oggi ce ne sono, stando alle statistiche, intorno alle 60.000. Ma aldilà dell’apparenza, non è un posto abbandonato, anzi. Tuttora il sito del Cosmodrome è attivo ed operativo. Ogni mese ci sono lanci di razzi nello spazio a cui si può assistere, pagando cifre ancora più alte di quelle da noi sostenute.

baikonur cosmodrome Kazakistan shuttle buran

Buran: lo shuttle sovietico che ha fatto la storia

La nostra prima tappa di oggi è la ragione principale del viaggio. Entrare nell’hangar che custodisce il Buran, lo shuttle sovietico che per primo ha compiuto un’orbita completa intorno alla terra senza equipaggio. Ed atterrando regolarmente dopo averlo fatto. Ci pensate? Altri tempi anche in relazione alla tecnologia limitata. Meno consapevolezza ed esperienza in materia. Ma erano gli anni della Guerra Fredda. USA contro URSS. L’importante era essere davanti al nemico. Minarne la sua sicurezza.

baikonur cosmodrome Kazakistan tour trip visit

Storia di Baikonur: il primo uomo nello spazio

Baikonur non è semplicemente un Cosmodromo: è uno dei luoghi più importanti nella storia dell’esplorazione spaziale. La sua costruzione iniziò nel 1955, in piena epoca sovietica, nel mezzo della steppa kazaka, in una zona remota scelta proprio per la sua distanza dai grandi centri abitati e per la possibilità di testare missili e lanci spaziali lontano da occhi indiscreti. Un po’ come abbiamo visto con Semej Semipalatinsk sempre qui in Kazakistan.

Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, Baikonur si è ritrovato in una situazione quasi paradossale: il Cosmodromo più importante della Russia era ormai dentro i confini del Kazakistan indipendente. Per questo Mosca ha continuato ad utilizzarlo attraverso un contratto di affitto con il governo kazako. L’accordo attuale prevede l’utilizzo del complesso fino al 2050, con un costo per la Russia di circa 115 milioni di dollari all’anno.

Da qui sono partiti alcuni dei momenti più iconici della storia dello spazio. Il 4 ottobre 1957 venne lanciato lo Sputnik 1, il primo satellite artificiale della storia, segnando l’inizio ufficiale dell’era spaziale. Il 12 aprile 1961, sempre da Baikonur, partì Yuri Gagarin a bordo della Vostok 1, diventando il primo uomo nello spazio. Due anni dopo, il 16 giugno 1963, fu la volta di Valentina Tereshkova, prima donna a volare nello spazio con la Vostok 6. Camminare attorno a Baikonur significa quindi trovarsi davanti a un luogo sospeso tra passato sovietico, geopolitica contemporanea e mito tecnologico.

baikonur Kazakistan cosmodrome Gagarin start

Baikonur: la Russia dentro il Kazakistan

Ed è finalmente giunto il momento. Uno dei primi cartelli che si vedono lungo strada dopo aver varcato ufficialmente l’ingresso del Cosmodromo è il faccione di Yuri Gagarin con la celebre scritta sotto: поехали! Fu l’unica parola che disse prima di essere lanciato in orbita. Giriamo poi su qualche via sempre più stretta e malconcia, come sempre scortati da un’auto della polizia. In lontananza si staglia da solo quasi come un eremita il gigantesco hangar grigio. Scendiamo dalla macchina e ci viene dato un caschetto rosso, di quelli da carpentieri, per intenderci. Infatti non sono insoliti dei crolli da queste strutture fatiscenti uno dei quali ha distrutto proprio diversi cimeli spaziali e annessa documentazione storica. 

Ma ora è tempo di entrare. Il corridoio che ci porta dentro l’hangar è completamente buio. In fondo una porta. Aprendola ci si ritrova incredibilmente piccoli al cospetto del gigantesco quanto leggendario shuttle Buran! È tutto vero, ce l’abbiamo fatta dopo tanta attesa! Abbiamo un po’ di tempo qui per poter fare foto e video di ogni dettaglio. Abbiamo anche il privilegio di poterci volare con il drone ed è incredibile essere dentro la storia. Ma per poter scrivere questa parte di storia con Buran, l’Unione Sovietica aveva bisogno di altro. Così dopo circa 30 minuti di permanenza nell’hangar, è giunto il momento di salutarsi probabilmente per sempre.

energia buran tour Baikonur kazakistan

Il razzo Energia, l’Antonov e il Buran tra Russia e Kazakistan

Il Buran fu la risposta sovietica allo Space Shuttle americano, ma il suo funzionamento era concepito in modo diverso. A prima vista sembrava quasi una copia dello Shuttle NASA, ma in realtà l’orbiter sovietico non decollava grazie ai propri motori principali. Per raggiungere l’orbita aveva bisogno del gigantesco razzo aggiuntivo Energia, uno dei lanciatori più potenti mai costruiti dall’Unione Sovietica. Il Buran era quindi la navetta riutilizzabile, mentre Energia era il vero sistema che lo portava nello spazio. Quello della NASA invece aveva a bordo i motori di spinta.

Questa differenza rendeva il programma sovietico estremamente ambizioso, ma anche complesso e costosissimo. Il razzo Energia poteva teoricamente trasportare carichi enormi, non solo il Buran, e rappresentava il cuore dell’ultima grande sfida spaziale dell’URSS. Il paradosso è che il Buran volò nello spazio una sola volta, nel 1988, completando una missione automatica senza equipaggio e atterrando da solo: un capolavoro tecnologico rimasto però quasi senza futuro.

Anche il celebre Antonov An-225 Mriya, per anni considerato l’aereo più grande del mondo, nasce proprio dentro questa logica. Fu progettato inizialmente per trasportare sulle sue spalle il Buran e i componenti del razzo Energia, collegando gli stabilimenti sovietici al cosmodromo di Baikonur. In pratica, anche questo gigante dei cieli esisteva perché il programma Buran-Energia aveva bisogno di spostare pezzi troppo grandi per qualsiasi altro mezzo.

Baikonur cosmodrome leninsk Kazakistan russia

Gagarin Start: la storica base di lancio

Proseguendo la nostra esplorazione del Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan, o meglio Russia, ci fermiamo in un luogo che più di ogni altro concentra il peso simbolico della corsa allo spazio: Gagarin’s Start, la storica rampa di lancio numero 1. Da qui, il 4 ottobre 1957, partì lo Sputnik 1, il primo satellite artificiale della storia. E sempre da qui, il 12 aprile 1961, Yuri Gagarin salì a bordo della Vostok 1 diventando il primo essere umano nello spazio.

Non è quindi una rampa qualunque, ma una specie di monumento operativo alla storia sovietica e all’inizio dell’era spaziale. Per decenni ha visto partire missioni Soyuz, cosmonauti, astronauti internazionali e carichi diretti verso l’orbita terrestre. Ogni partenza da qui non era solo un lancio tecnico, ma una continuazione rituale di quel primo volo del 1961. Da qui ancora oggi vengono lanciati razzi nello spazio a cui è possibile assistere come accennato in precedenza. Non era un aspetto di primaria importanza per noi, senza considerare i costi. Quindi abbiamo evitato. Ci sarà un lancio proprio tra due giorni, per questo vediamo il razzo che partirà giusto accanto alla base.

Baikonur ingresso cosmodrome Kazakistan

Baikonur centro: la città dei Cosmonauti in Kazakistan

Anche al Gagarin Start il nostro tempo è terminato. Torniamo indietro di quei famosi 30km per spostarci verso il centro città di Baikonur dove faremo pranzo più tardi nonostante siano già le 2 del pomeriggio. Tornando indietro e passando da altri checkpoint militari, ci fermiamo anzitutto davanti il maestoso nonché splendido mosaico di ingresso città. Il cosmonauta con le braccia larghe con la scritta sotto: Baikonur. Ai lati sventolano le bandiere di Kazakistan, Russia e della società Roscosmos, l’agenzia spaziale russa che ha proprio la sede qui. 

Leninsk: il vero nome della città di Baikonur

Appena varcata la soglia d’ingresso, si scorge una vecchia insegna della città: Ленинск (Leninsk). Venne infatti cambiato il nome in Baikonur alla città di Leninsk solo per confondere il nemico: gli USA. Poiché esisteva un’altra Baikonur ma da tutt’altra parte in territorio sovietico, questo stratagemma avrebbe permesso di confondere e soprattutto non dare punti di riferimento certi. Proprio come abbiamo visto l’anno scorso sempre qui in Kazakistan andando del poligono nucleare di Semej Semipalatinsk che ai tempi si chiamava Poligono 2. Ma non esisteva nessun Poligono 1! 

Baikonur Kazakistan cosmodrome città leninsk

Cosa vedere a Baikonur città in 1 giorno

Passeggiare oggi nel centro di Baikonur significa entrare in una specie di capsula del tempo sovietica. Lo vediamo subito dai primi palazzi bianchi che ricordano vagamente Ashgabat, sebbene non ci sia marmo qui! La piazza principale è dominata dall’immancabile statua di Lenin, presenza quasi obbligata nelle città simbolo dell’Unione Sovietica, e attorno si trovano edifici amministrativi, l’albergo storico Гостиница «Центральная» e la sede locale di Roscosmos. Questo ci ricorda che si, Baikonur è in Kazakistan ma in realtà siamo in un territorio russo a tutti gli effetti.

La cosa più straniante è che qui lo spazio non è soltanto nei musei o dentro il Cosmodromo: è letteralmente in mezzo alla città. Tra i giardini e i palazzi residenziali compare un enorme razzo monumentale, piantato quasi come se fosse un normale arredo urbano. È una scena surreale: bambini, case, aiuole, strade tranquille e, al centro, un simbolo della corsa allo spazio sovietica. Anche se abbiamo fatto visita anche ad un vero e proprio museo in centro che ripercorre le tappe principali della corsa allo spazio da Baikonur.

Baikonur leninsk city Kazakhstan

In lontananza si intravede anche un grande impianto industriale dall’estetica pesante, quasi da centrale nucleare in stile Chernobyl, con la bandiera russa che sventola sopra la struttura. Più che una semplice città di servizio, Baikonur sembra ancora oggi un’enclave sospesa: kazaka sulla carta, russa nella gestione quotidiana, sovietica nell’immaginario. All’ingresso di Leninsk c’è anche un cartellone enorme di Putin e Tokayev che si stringono la mano. Un luogo dove ogni angolo, anche il più ordinario, continua a ricordare che da qui è partita una parte decisiva della storia del Novecento. Il giro in centro si conclude presso una piazzetta nascosta e la statua di Gagarin con le mani rivolte verso il cielo.

Conclusioni sul viaggio in Kazakistan

Il Kazakistan a maggior ragione con Baikonur e il suo Cosmodromo si conferma ancora una volta un paese a dir poco sorprendente. Ha tanto da offrire sia come valore umano quanto come meraviglie naturali e senza dimenticare la storia. È uno di quei paesi che non stancherebbero mai di essere visitati, in stagioni diverse o alla ricerca di punti differenti. Chissà magari avremo modo di tornare ancora, per ora ci attendono altre ore in auto ed altri 3 aerei verso l’Italia. Non dimenticate di godervi i video su YouTube e prossimi spoiler di viaggio su Instagram.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You May Also Like