Sembra incredibile anche a me, ma dopo tanto tempo passato a pensarci, lavorarci, rimandare, riscrivere e immaginare come sarebbe stato, oggi è finalmente realtà: ho scritto il mio primo libro. E ovviamente non poteva che essere Chernobyl il primo capitolo di questa nuova avventura. Il libro si intitola Chernobyl – Gita con il geiger ed è il primo volume della collana Gite Fuori Luogo, una serie di libri dedicata a viaggi strani, alternativi, insoliti, controversi o considerati da molti “pericolosi”. In altre parole, i classici posti brutti per gente strana. Come me.
O meglio: luoghi che non finiscono quasi mai nelle guide turistiche tradizionali, ma che raccontano storie potenti, scomode, dimenticate o semplicemente troppo assurde per essere ignorate. Chernobyl è il punto di partenza più naturale per questa collana. Non solo perché è uno dei luoghi più iconici del dark tourism mondiale, ma perché per noi ha rappresentato una svolta vera: personale, narrativa e anche editoriale.

Perchè scrivere un libro su Chernobyl
Chernobyl non è mai stato un viaggio come gli altri. Quando si parla del disastro di Chernobyl, si entra inevitabilmente in una storia enorme: la notte del 26 aprile 1986, l’esplosione del reattore 4, la centrale nucleare, Pripyat evacuata, la nube radioattiva, il silenzio sovietico, le conseguenze ambientali, politiche e umane di uno degli incidenti nucleari più gravi della storia. Ma per noi Chernobyl non è stata solo una pagina di storia da studiare.
È stata una strada da percorrere. Un luogo da attraversare. Un silenzio da ascoltare. A fine 2021 siamo riusciti finalmente a realizzare quel viaggio che sognavamo e programmavamo da anni: entrare nella zona di esclusione di Chernobyl, visitare Pripyat, raggiungere la centrale nucleare e raccontare tutto attraverso una mini serie di 10 episodi pubblicati sul nostro canale YouTube enontheroad. All’epoca il canale era ancora piccolo. Avevamo circa 3/4000 iscritti, forse qualcosa in più, ma nulla che lasciasse immaginare quello che sarebbe successo dopo. Il video all’interno della centrale nucleare di Chernobyl, con la visita alla sala di controllo del reattore 4 esploso nella notte del disastro, ha superato 1 milione di visualizzazioni.
Un risultato impensabile per un canale delle nostre dimensioni. Dopo la pubblicazione dei 10 episodi dalla zona di esclusione, gli iscritti erano quasi 20.000. Ma più dei numeri, è cambiata la direzione. Abbiamo capito cosa poteva interessare al pubblico, certo. Ma soprattutto abbiamo capito cosa emozionava noi. E probabilmente le due cose, quando un progetto funziona davvero, sono sempre collegate a doppio filo.
Da Youtube alla carta: perchè Gite Fuori Luogo
Il nostro canale YouTube era nato quasi per caso, senza pretese e senza una vera strategia. Volevamo solo pubblicare dei video ricordo dei nostri viaggi, qualcosa da rivedere negli anni, una specie di archivio personale. Poi, video dopo video, enontheroad è diventato altro. Un diario di viaggio, un rifugio, un modo per raccontare luoghi ignorati, aiutare altri viaggiatori e costruire una community di persone curiose, un po’ fuori asse, interessate non solo alle spiagge belle o ai weekend perfetti, ma anche alle storie che si nascondono dietro luoghi scomodi, abbandonati o dimenticati.
Dopo Chernobyl sono arrivati tanti altri viaggi che oggi definirei, senza troppi giri di parole, vere e proprie Gite Fuori Luogo. Abbiamo raggiunto la Porta dell’Inferno in Turkmenistan, il cratere di gas che brucia nel deserto del Karakum. Siamo stati nel Poligono Nucleare di Semey/Semipalatinsk in Kazakistan, dove l’Unione Sovietica ha testato per 456 volte la bomba atomica. Abbiamo visitato Varosha, la città fantasma di Cipro del Nord, sospesa tra mare cristallino e geopolitica irrisolta.
Siamo arrivati a Enilchek, città sovietica abbandonata in Kirghizistan, a pochi chilometri dalla Cina. Abbiamo esplorato Forest City, la più grande città fantasma al mondo tra Malesia e Singapore. E poi ancora Transnistria, il Lago d’Aral dal lato kazako, Pyramiden, la città sovietica abbandonata tra i ghiacci delle Svalbard, e molti altri luoghi dove il viaggio smette di essere semplice turismo e diventa ricerca, memoria, dubbio, racconto. A un certo punto, però, abbiamo sentito il bisogno di rallentare. Di non lasciare tutto dentro un video, dentro un reel, dentro un contenuto da scrollare in pochi secondi. Volevamo qualcosa di diverso. Qualcosa che andasse in controtendenza rispetto al tempo in cui viviamo. Un libro.
Chernobyl – Gita con il geiger: cosa troverai nel libro
Chernobyl – Gita con il geiger, edito da Vydia Editore, nasce proprio da questa esigenza: raccontare con più calma un viaggio che per noi è stato fondamentale. Non è una semplice trascrizione dei video pubblicati su YouTube. Non è un riassunto della mini serie. Non è un doppione di qualcosa che avete già visto online. Il libro contiene riflessioni, passaggi, dettagli e contenuti inediti che non abbiamo mai pubblicato né raccontato prima. È un modo per tornare a Chernobyl con un ritmo diverso, più lento, più personale, più adatto alla complessità di quel luogo. Perché Chernobyl non è solo una destinazione “strana”. È un simbolo.
È il luogo in cui tecnologia, propaganda, errore umano, sistema politico e conseguenze ambientali si sono fusi in una delle storie più potenti del Novecento. È un posto che continua ad attirare viaggiatori, studiosi, fotografi, appassionati di storia sovietica, dark tourism e disastri nucleari, ma che rischia spesso di essere raccontato solo attraverso l’estetica dell’abbandono. Pripyat non è solo una città fantasma. La centrale non è solo un edificio da fotografare. La zona di esclusione non è solo uno scenario post-apocalittico.
Dentro Chernobyl ci sono vite interrotte, scelte politiche, silenzi, menzogne, evacuazioni, radiazioni, memoria e una domanda che continua a tornare: quanto siamo davvero capaci di imparare dai nostri errori?
Un libro su Chernobyl, ma anche sui viaggi alternativi
Questo libro è dedicato a Chernobyl, ma in realtà racconta anche il modo in cui intendiamo il viaggio. Perché viaggiare, per noi, non significa soltanto vedere posti belli. Significa cercare storie. A volte sono storie meravigliose. Altre volte sono scomode. Altre ancora sono assurde, tragiche, paradossali o difficili da spiegare. Chernobyl appartiene a tutte queste categorie insieme.
È un luogo che molti considerano pericoloso, altri affascinante, altri ancora incomprensibile. È un posto dove il confine tra curiosità e rispetto va maneggiato con attenzione. Ed è proprio per questo che meritava di diventare il primo volume di Gite Fuori Luogo.
La collana nasce con questa idea: raccontare viaggi alternativi in luoghi fuori dalle rotte classiche, dove la bellezza non è sempre immediata e dove spesso il valore del viaggio sta nelle domande che ti porti a casa. Non troverete la classica guida turistica, né un manuale tecnico sul disastro nucleare. Troverete un racconto di viaggio tra Ucraina e Bielorussia, personale e documentato, dentro uno dei luoghi più raccontati, fotografati, fraintesi e mitizzati del mondo contemporaneo.
Perchè proprio un libro, oggi
Scrivere un libro nel 2026 può sembrare quasi un gesto fuori moda. Viviamo in un’epoca in cui tutto deve essere breve, veloce, immediato. Video di pochi secondi, contenuti da consumare in verticale, attenzione sempre più frammentata, immagini generate artificialmente, testi prodotti in serie, algoritmi che decidono cosa dobbiamo vedere e cosa no.
Proprio per questo avevamo voglia di fare qualcosa di diverso. Un libro di carta. Piccolo, semplice, da leggere offline, da portare in viaggio, da tenere nello zaino, sul comodino, in treno, in aereo o dove vi pare. Un oggetto reale, senza notifiche, senza scroll, senza codice dietro. In un mondo che corre sempre più veloce, scrivere Chernobyl – Gita con il geiger è stato anche un modo per fermarci. Per mettere ordine nei ricordi. Per trasformare un viaggio in qualcosa che potesse restare oltre il ritmo frenetico dei social.
E sì, è stata una sfida. La sfida di scrivere un primo libro, che non è mai qualcosa di banale o scontato. E la sfida di provare a farlo oggi, in un momento in cui sembra sempre più difficile convincere qualcuno a leggere davvero, con calma, fino in fondo. Ma forse è proprio questo il punto. Alcune storie non possono essere solo scrollate.
Le foto inedite di Pripyat e della zona di esclusione
All’interno del libro ho voluto inserire anche 5 fotografie speciali, che considero quasi dei piccoli souvenir cartacei legati a Chernobyl. Si tratta di immagini inedite, mai pubblicate prima, che mostrano Pripyat nel gennaio del 1986, appena tre mesi prima del disastro, quando la città era ancora piena di vita. Una Pripyat normale, abitata, quotidiana, lontanissima dall’immagine spettrale che conosciamo oggi. Accanto a queste immagini, ci sono le stesse location fotografate in gran segreto a febbraio 2026, subito dopo il nostro viaggio nella zona di esclusione dal lato bielorusso.
Il contrasto è fortissimo. Da una parte la città viva, sovietica, ordinata, piena di famiglie, scuole, strade, edifici pubblici, vita quotidiana. Dall’altra la stessa città trasformata in icona dell’abbandono, inghiottita dal tempo, dalla vegetazione, dalla memoria e dalle conseguenze di una notte che ha cambiato per sempre la storia del nucleare. Queste immagini non sono semplici illustrazioni. Sono un ponte tra prima e dopo. Tra ciò che Pripyat era e ciò che è diventata. Tra la vita normale e la sospensione irreversibile.
A chi è consigliato questo libro
Chernobyl – Gita con il geiger è pensato per chi ha seguito la nostra serie YouTube su Chernobyl, ma anche per chi non ci conosce ancora e cerca un libro diverso sul tema. È un libro per chi è interessato al disastro di Chernobyl, alla zona di esclusione, a Pripyat, alla storia dell’Unione Sovietica, al nucleare, ai viaggi insoliti e al dark tourism. È anche un libro per chi ama le storie di luoghi abbandonati, ma non vuole fermarsi alla fotografia estetica della rovina. Per chi si chiede cosa significhi visitare Chernobyl oggi.
Per chi vuole capire perché un luogo colpito da una tragedia possa continuare ad attirare viaggiatori da tutto il mondo. Per chi ama i viaggi fuori rotta, le mete strane, i posti che fanno discutere, i luoghi dove non si va solo per dire “che bello”, ma anche per chiedersi “che cosa è successo qui?”. E, naturalmente, è un libro per chi fa parte della nostra community e vuole avere tra le mani un pezzo fisico di questo percorso nato su YouTube e diventato, con il tempo, qualcosa di molto più grande.


Dove acquistare Chernobyl – Gita con il geiger
Il libro Chernobyl – Gita con il geiger è acquistabile sul sito ufficiale della collana: www.gitefuoriluogo.it
Acquistarlo direttamente dal sito dedicato è il modo migliore per supportare il progetto Gite Fuori Luogo e permetterci di continuare a raccontare, anche su carta, altri viaggi strani, alternativi e fuori dalle rotte classiche. Questo è solo il primo volume. Chernobyl era il punto di partenza naturale, ma l’idea è quella di continuare la collana con altri luoghi che abbiamo visitato, documentato e vissuto in questi anni. Posti difficili da incasellare, spesso troppo strani per una guida tradizionale e troppo complessi per un semplice video breve.
Luoghi che meritano tempo. E forse anche qualche pagina.
Gite Fuori Luogo: una collana per chi cerca storie diverse
Gite Fuori Luogo nasce per raccontare destinazioni che non sempre trovano spazio nel turismo tradizionale. Non perché siano necessariamente “brutte” o “pericolose”, ma perché richiedono uno sguardo diverso. Chernobyl, Semipalatinsk, Turkmenistan, Transnistria, Pyramiden, Forest City, Enilchek, il Lago d’Aral: sono tutti luoghi che raccontano qualcosa del mondo contemporaneo. Parlano di ideologie, fallimenti, ambizioni, catastrofi, confini, propaganda, tecnologia, natura che si riprende lo spazio, città costruite e poi dimenticate.
Non sono mete per tutti, e va benissimo così. Ma se siete arrivati fin qui, probabilmente siete anche voi un po’ da Gita Fuori Luogo. E allora ci vediamo presto. Magari su YouTube, magari in viaggio, magari tra le pagine di questo primo libro. Chernobyl – Gita con il geiger è disponibile ora su: www.gitefuoriluogo.it
Ci vediamo alla prossima Gita Fuori Luogo.
