Volare con il drone in Armenia è il caso in cui conviene fidarsi meno che mai delle guide online. Tranne di quelle di chi come noi, ci è stato davvero e ha volato in molti punti imperdibili! Le pagine internazionali, infatti, dicono tutte la stessa cosa: nessuna registrazione, nessuna patente, si vola e via. La pubblicazione aeronautica ufficiale armena, aggiornata al 19 febbraio 2026, dice invece un’altra cosa. Dice che i voli con sistemi pilotati a distanza passano da una domanda al Civil Aviation Committee. E la domanda va presentata almeno tre giorni lavorativi prima. Cita anche una norma del dicembre 2024 che quelle pagine non hanno mai letto.
- 1. Volare con il drone in Armenia: la scheda in breve
- 2. Perché quasi tutto quello che leggi è vecchio
- 2.1. Tre numeri che non coincidono
- 3. La domanda al Civil Aviation Committee
- 4. La frontiera è il capitolo vero
- 4.1. Il permesso del Servizio di sicurezza nazionale
- 5. Lo spazio aereo si chiude, e capita
- 6. I posti dove tutti vogliono volare
- 7. La mappa delle zone: non l’abbiamo trovata
- 8. Attrezzatura e dogana
- 9. La nostra esperienza
- 10. Domande frequenti
- 10.1. Serve registrare il drone in Armenia?
- 10.2. La registrazione italiana vale in Armenia?
- 10.3. Devo davvero mandare una domanda per ogni volo?
- 10.4. Posso volare vicino al confine con l’Azerbaigian o la Turchia?
- 10.5. E a Yerevan?
- 11. Fonti
Poi c’è il capitolo che in Armenia conta più della quota e del peso: la frontiera. Il paese confina con Turchia e Azerbaigian, e i suoi confini non sono una linea sulla mappa come le nostre. Qui, di conseguenza, una fotografia nel posto sbagliato è un problema serio, e il drone lo è di più.
Volare con il drone in Armenia: la scheda in breve
| Si può volare? | Sì, ma l’AIP ufficiale prevede una domanda preventiva per ogni volo |
| Autorità | Civil Aviation Committee (CAC), prima General Department of Civil Aviation |
| Norma citata dall’AIP | Ordine N 21-N del Ministro dell’amministrazione territoriale e delle infrastrutture, 20 dicembre 2024 |
| Domanda | Almeno 3 giorni lavorativi prima, con lettera di accompagnamento, per mail o per posta |
| gdca@gdca.am | |
| Registrazione del drone | Non risulta un registro aperto ai non residenti |
| Patente | Non risulta richiesta per il volo non commerciale |
| Zona di frontiera | Fino a 5 km dalla linea di confine |
| Fascia di frontiera | Fino a 1 km: per entrarci serve il permesso delle truppe di frontiera |
| Riprese alla frontiera | Permesso speciale del Servizio di sicurezza nazionale |
| Mappa ufficiale | Non ne abbiamo trovata una |
| Assicurazione | Non risulta obbligatoria, ma portatela |
| Ultimo controllo | 26 ottobre 2026 |
Perché quasi tutto quello che leggi è vecchio
Le guide online sui droni in Armenia citano quasi tutte lo stesso documento: un ordine del 2007, aggiornato nel 2016. Su quella base, quindi, concludono che il turista vola libero. La sezione GEN 1.2 dell’AIP armeno, però, nella versione in vigore dal 19 febbraio 2026, non cita quel testo. Cita l’ordine N 21-N del 20 dicembre 2024, e lo applica esplicitamente ai sistemi pilotati a distanza insieme a palloni, alianti, deltaplani, parapendio e dirigibili.
Questa, in pratica, è la differenza fra «in Armenia si vola senza formalità» e «in Armenia ogni volo passa da una domanda». Non è un dettaglio da poco. Inoltre spiega perché conviene scrivere al Comitato, invece di fidarsi di una classifica di paesi drone-friendly.
Una avvertenza sulla fonte, perché su queste cose siamo precisi. Il testo integrale dell’ordine del 2024 non siamo riusciti ad aprirlo: il portale legislativo armeno non ci ha risposto. Quindi riportiamo quello che dice l’AIP, che è una pubblicazione ufficiale, ma non abbiamo potuto leggere i limiti numerici nella norma stessa. Per un volo che conta, la mail al Comitato resta l’unica risposta che vale.
Tre numeri che non coincidono
Sulla quota oltre la quale serve un’autorizzazione girano cifre diverse, e preferiamo mettertele in fila invece di scegliere quella che suona meglio. Le guide internazionali parlano di 50 metri. Il Comitato, in un comunicato del 2022, parlava invece di sistemi sopra i 4 chili che volano oltre i 120 metri di altezza relativa. E di un raggio di 5 chilometri dagli aerodromi. L’ordine del 2024 potrebbe aver cambiato entrambe le cose.
Dallo stesso comunicato arriva una regola che invece è facile da ricordare. Nelle aree frequentate vale il cosiddetto rapporto 1:1. La distanza dalle persone non coinvolte cresce con la quota, e comunque non scende sotto i 50 metri.
La domanda al Civil Aviation Committee
L’AIP descrive la procedura in modo asciutto. Per fortuna, comunque, è semplice. Il richiedente presenta una domanda con una lettera di accompagnamento al Civil Aviation Committee, almeno tre giorni lavorativi prima del volo previsto. La domanda si può mandare in formato elettronico oppure su carta.
- Mail: gdca@gdca.am
- Indirizzo: CAC Building, Airport «Zvartnots», 0042, Yerevan, Republic of Armenia
- Telefoni in orario d’ufficio: +374 60 434250, +374 60 434205, +374 10 280722
- Telefoni fuori orario, attivi 24 ore: +374 60 434295, +374 60 434296, +374 10 283429
Tre giorni lavorativi sembrano pochi, però su un itinerario che cambia con il meteo diventano stretti. Conviene quindi scrivere settimane prima, elencare le date e i luoghi, e chiedere come si presenta la domanda da stranieri. Diamo lo stesso consiglio nella scheda sul volo con il drone in Georgia, dove il portale guarda ai residenti. E la risposta scritta tienila sul telefono: serve se qualcuno ti ferma.
La frontiera è il capitolo vero
Qui l’Armenia non somiglia a nessun paese europeo, e il motivo è semplice. I confini con la Turchia e con l’Azerbaigian restano chiusi e militarizzati. Lungo quello orientale, inoltre, gli incidenti si sono ripetuti negli ultimi anni. Il paese, poi, è piccolo: una fetta grande del territorio sta vicino a una frontiera.
La legge armena sulla frontiera di stato, del 2001, definisce due anelli concentrici. La zona di frontiera arriva fino a cinque chilometri dalla linea di confine. Dentro di essa, attaccata al confine, c’è la fascia di frontiera, larga fino a un chilometro. Sono due cose diverse, e la seconda è quella che conta.
Per entrare o restare nella fascia serve infatti il permesso delle truppe di frontiera. Lo rilasciano con il consenso della polizia e della sicurezza nazionale. E l’articolo 23 della legge vieta, dentro la fascia, le attività non collegate alla protezione del confine. Tradotto per chi vola: in quella striscia non serve nemmeno chiedersi se il drone sia consentito, perché senza permesso non si può nemmeno stare.
Il permesso del Servizio di sicurezza nazionale
Nel marzo 2021 il governo armeno ha approvato alcune modifiche alla legge sulla frontiera e al codice degli illeciti amministrativi. Riguardano esattamente il nostro mestiere. Vietano di riprendere con apparecchi foto e video, droni compresi, il territorio del paese confinante e le opere della fascia di frontiera. Cioè impianti, edifici, torri di osservazione e mezzi di trasporto delle guardie di confine. L’eccezione è un permesso speciale del Servizio di sicurezza nazionale.
Anche qui dobbiamo essere onesti su quello che abbiamo verificato. La notizia riporta l’approvazione da parte del governo, non l’adozione definitiva. E nel testo consolidato che abbiamo letto sul portale legislativo armeno quella norma non compare. Le modifiche citate, infatti, si fermano al 2016. Non sappiamo quindi se sia in vigore in quella forma. In pratica, però, non cambia nulla: alla frontiera armena il drone resta nello zaino comunque.
Lo spazio aereo si chiude, e capita
C’è un’abitudine armena che conviene conoscere prima di programmare le riprese. In occasione dei grandi appuntamenti internazionali il paese chiude lo spazio aereo all’aviazione generale, e i droni civili rientrano nella chiusura. È già successo per una finestra di tre giorni intorno a due vertici. Quindi, se il viaggio capita insieme a un evento del genere, il piano di volo si rifà. E non c’è permesso che tenga.

I posti dove tutti vogliono volare
L’Armenia dall’alto è un soggetto straordinario, e alcuni luoghi in particolare attirano chiunque viaggi con un drone. Ognuno, tuttavia, ha il suo problema da risolvere prima.
- La Sinfonia delle Pietre, nella gola di Garni: le colonne di basalto sono la ripresa aerea più cercata del paese. Si vola dentro una gola stretta, quindi il problema qui è tecnico prima che burocratico, fra pareti, raffiche e perdita di segnale;
- Il radiotelescopio ROT-54 di Orgov, sulle pendici dell’Aragats: un’antenna sovietica abbandonata, uno dei soggetti urbex più noti del Caucaso. È un impianto dismesso che appartiene a qualcuno, perciò la domanda si fa a chi lo custodisce, sul posto;
- Tsitsernakaberd, il memoriale del genocidio armeno a Yerevan: qui il tema non è il permesso ma il rispetto. È un luogo di lutto nazionale, con visitatori che ci vanno per ricordare i propri morti. Un drone sopra la fiamma eterna si nota, e si nota male;
- Le aree protette, da Dilijan al lago Sevan fino alla riserva di Khosrov. Come in Georgia ogni parco ha la sua amministrazione, quindi una mail prima di partire evita discussioni sul posto.
Il racconto del viaggio, con questi posti e tutto il resto, è nel nostro articolo Armenia segreta: viaggio tra drammi e meraviglia.
La mappa delle zone: non l’abbiamo trovata
Nelle nostre schede europee c’è sempre una mappa ufficiale da aprire prima di alzarsi in volo, e per la Georgia esiste. Per l’Armenia non abbiamo trovato l’equivalente, e preferiamo dirlo invece di linkare una mappa qualunque facendola passare per ufficiale. Il riferimento resta quindi la pubblicazione aeronautica, con le sue zone proibite e riservate, più la domanda al Comitato.
Attrezzatura e dogana
Per entrare in Armenia con un drone non abbiamo trovato una procedura dedicata. Il paese, infatti, applica le regole doganali dell’Unione economica eurasiatica sugli effetti personali. In concreto il drone passa come attrezzatura personale. Il punto delicato, come sempre, è la quantità. Chi arriva con più corpi macchina, diversi obiettivi e due o tre droni può incontrare il funzionario che sospetta un trasporto commerciale.
Il rimedio costa dieci minuti. Tieni a portata di mano le fatture d’acquisto dei pezzi più costosi. Va bene anche un video girato in casa con i numeri di serie in evidenza e una data verificabile. Non è un obbligo, è un’assicurazione contro una discussione.
E l’assicurazione vera la portiamo sempre, anche dove non è obbligatoria. Noi voliamo assicurati con Dronezine, che copre anche i voli all’estero, e i dettagli sono nella nostra guida all’assicurazione per il drone.
La nostra esperienza
La nostra esperienza di volo con il drone in Armenia è stata eccellente sia per voli tradizionali ma anche in FPV. Abbiamo volato ovunque durante le nostre tappe e l’unica particolarità che voglio segnalarvi è il Lago Sevan. Questa è una tappa imperdibile e ho volato all’alba, visto che dormivamo proprio attaccati alla riva del lago. Ho effettuato i voli con il drone qui di fronte ad un piccolo chiosco della polizia che è venuta a controllare anche tutti i miei documenti e mi hanno detto che non c’erano problemi, ma di riprendere solo in certe direzioni (evitando i loro uffici). A parte questa simpatica curiosità, per il resto, nessun problema.
Domande frequenti
Serve registrare il drone in Armenia?
Non risulta un registro aperto ai non residenti, e nessuna fonte ufficiale ne descrive uno. Il Comitato, però, ha annunciato una norma nuova su registrazione e operazioni sicure. Quindi la situazione può cambiare, e conviene ricontrollare prima di partire.
La registrazione italiana vale in Armenia?
No. L’Armenia è fuori dal sistema europeo, perciò il codice D-Flight e l’attestato A1/A3 non contano. Il confronto con le regole di casa lo trovi nella nostra guida al volo con il drone in Europa.
Devo davvero mandare una domanda per ogni volo?
È quello che prevede l’AIP, e l’AIP è una pubblicazione ufficiale. In pratica molti viaggiatori volano senza farlo e non incontrano nessuno. Però una mail al Comitato costa poco, e la risposta scritta è la cosa che chiude la conversazione se ti fermano.
Posso volare vicino al confine con l’Azerbaigian o la Turchia?
No, e non è una formalità. Nella fascia di frontiera non si entra senza permesso. Le riprese degli impianti richiedono il Servizio di sicurezza nazionale, e lungo il confine orientale la tensione è reale. In quella striscia il drone resta chiuso.
E a Yerevan?
La città è il posto meno indicato. L’aeroporto di Zvartnots è vicinissimo all’abitato, le aree frequentate impongono la distanza minima dalle persone, e i palazzi istituzionali valgono come altrove. Quindi, se vuoi una ripresa aerea di Yerevan, la strada è la domanda al Comitato. Per motivi di sicurezza ho evitato di volare in centro a Yerevan ma ho volato nel memoriale del genocidio, che formalmente è sempre Yerevan ma in pratica è diversi chilometri fuori dal centro e da punti sensibili.
Fonti
- ARMATS, AIP della Repubblica di Armenia, GEN 1.2, in vigore dal 19 febbraio 2026. Da qui vengono la procedura per i voli speciali compresi gli RPAS, il termine dei tre giorni lavorativi e i recapiti del Comitato. E il riferimento all’ordine N 21-N del 20 dicembre 2024.
- Legge della Repubblica di Armenia sulla frontiera di stato, sul portale legislativo ARLIS. Articolo 21 per la zona di cinque chilometri e la fascia di un chilometro. Articolo 22 per i permessi, articolo 23 per il divieto di attività estranee al confine.
- Armenpress, divieto di riprese non autorizzate alla frontiera, droni compresi, marzo 2021. Modifiche approvate dal governo, con permesso speciale del Servizio di sicurezza nazionale.
- NEWS.am, comunicato del Comitato sulle regole di impiego dei droni. Soglia dei quattro chili sopra i 120 metri, raggio di cinque chilometri dagli aerodromi, rapporto 1:1 nelle aree frequentate.
- NEWS.am, chiusura dello spazio aereo all’aviazione generale, droni civili compresi. Riguardava la finestra dei vertici internazionali.
- Drone Laws, scheda Armenia, aggiornata a gennaio 2026, come fonte secondaria. È la pagina che cita ancora l’ordine del 2007 e la soglia dei cinquanta metri. La riportiamo per segnalare la differenza con l’AIP.
Ultimo controllo delle regole: 26 ottobre 2026. Il quadro armeno è in movimento: l’ordine di riferimento è del dicembre 2024 e il Comitato ha annunciato una norma nuova sulla registrazione. Verifica quindi sempre con il Civil Aviation Committee prima di volare con il drone in Armenia. Questa scheda non sostituisce le fonti ufficiali.