Dopo aver attraversato la Polonia, Kaliningrad e Lituania, il nostro viaggio nei Paesi Baltici si conclude in Estonia. Un paese ricco di contrasti: tra città medievali perfettamente conservate, natura incontaminata, resti sovietici e confini oggi carichi di tensione a causa di quanto stiamo vedendo negli ultimi anni nello scenario geopolitico. Iniziamo il nostro itinerario da sud-ovest, dalle isole, per poi risalire verso Tallinn e infine raggiungere Narva e Tartu.

Le isole di Muhu e Saaremaa: viaggio alternativo in Estonia
Arrivando dal castello di Cesis in Lettonia, abbiamo deciso come prima cosa di fermarci per la prima notte in Estonia a Pärnu. Abbiamo dormito presso Studio Apartment in un quartiere poco fuori dal centro che ricorda vagamente Chernobyl, o Pripyat! Arrivando a metà pomeriggio, abbiamo approfittato per lasciare i bagagli in appartamento e poi andare in centro. Due passi, cena in un bel ristorantino (di cui non ricordiamo il nome però) e poi buonanotte! L’indomani, sveglia presto perchè abbiamo subito 1h di guida da fare e partiamo in direzione Virtsu. Raggiungiamo il porto di Virtsu da dove ci imbarchiamo con un traghetto veloce di circa 30 minuti verso le isole estoni. La prima parte che vediamo è l’isola di Muhu, la più piccola, dove visitiamo Koguva, il pittoresco villaggio di pescatori meglio conservato del paese. Qui il tempo sembra essersi fermato: case in legno con tetti di paglia, strade sterrate, silenzio assoluto e un’atmosfera autentica, lontana da qualsiasi forma di turismo, meno che mai di massa. Infatti siamo solamente noi! Queste case e il contesto in cui ci troviamo, ricorda un po’ l’incredibile viaggio alle isole Lofoten!
Dopo la visita e un pranzo sul mare dove si affaccia il villaggio, torniamo in auto per una nuova tappa. Ci spostiamo verso l’isola di Saaremaa, collegata a Muhu da un ponte, raggiungiamo la zona di Angla, dove si trovano i famosi mulini a vento. L’ingresso al sito è a pagamento, ma la visuale esterna dal bordo strada è comunque suggestiva e sufficiente per respirare l’identità rurale dell’isola. Abbiamo quindi deciso di vedere tutto da fuori e risparmiare 8€ di biglietto d’ingresso, a nostro parere evitabili! Dopo questa breve visita, sempre sull’isola, visitiamo anche il cratere di Kaali, un’antica formazione meteoritica circolare. Anche se non paragonabile a crateri più spettacolari, resta una tappa abbastanza interessante (e gratuita) se si è curiosi di geologia. Da qui, con la giornata che volge verso il termine, è tempo di raggiungere finalmente il nostro hotel con SPA che abbiamo prenotato per le prossime 2 notti.

Kuressaare: relax tra storia e SPA
La città principale dell’isola di Saaremaa è Kuressaare, dove soggiorniamo in un hotel con SPA perfetto per rilassarsi. Passare tra sauna e bagno turco è una delle tipicità di queste isole, anche perchè a dire il vero, non c’è molto da fare! Noi abbiamo scelto il Meri Spa Hotel. Per terminare al meglio la giornata, non ci rimane quindi che andarci a rilassare nel piano terra della struttura con ampia zona benessere. Piscina, sauna, idromassaggio, bagno turco. Ed eccoci rigenerati! Cena veloce in uno dei pochissimi posti disponibili del grazioso centro e a domani.
Il nuovo giorno da Kuressaare inizia lentamente. Il tempo è pessimo, diluvia. Sono 9 gradi circa e questa sarebbe piena estate! Dopo la colazione in struttura, decidiamo quindi di tornare a rilassarci un po’ in SPA. Tarda mattinata usciamo per andare giusto a due passi dal nostro hotel a fare la visita al castello di Kuressaare, ovvero uno dei castelli medievali meglio conservati del Nord Europa, costruito nel XIII secolo dai cavalieri Teutonici. È una delle poche fortificazioni del Baltico a non essere mai stata distrutta da guerre o incendi. Oggi ospita il museo locale dell’isola, ma la vera esperienza è passeggiare sulle mura per godere del panorama circostante. Nonostante vento, pioggia e freddo, davvero molto interessante e consigliato!
Per concludere la nostra permanenza sull’isola di Saaremaa, altri 45 minuti di auto per raggiungere la punta sud. Tra le tappe più suggestive, segnaliamo il faro di Sõrve, uno dei più alti dei Paesi Baltici. Ricostruito in cemento armato dopo la Seconda Guerra Mondiale, offre una vista spettacolare sul Mar Baltico e su tutta l’isola. Davvero bello il faro ma affascinante anche tutto il contesto paesaggistico. Chiaramente, senza turisti! Tramonto, cena e seconda notte qui sull’isola, domani sveglia presto e per tornare sulla terra ferma.

Rummu: l’ex prigione sommersa in Estonia
Dopo una rapida colazione, ci rimettiamo in viaggio. Raggiungiamo il piccolo porto e facciamo il percorso inverso, torniamo a Virtsu. Da qui, un’ora abbondante di auto per raggiungere Rummu, una ex prigione dell’era sovietica costruita all’interno di una cava. Dopo l’indipendenza dell’Estonia, l’attività venne abbandonata e la cava si riempì d’acqua, sommergendo parte della prigione che è visibile subito arrivando nel parcheggio. Qui si può anche fare snorkeling per esplorare i macchinari e le celle sommerse. Noi, anche in considerazione del clima, non abbiamo nessuna intenzione di entrare in acqua! Però lo scenario è molto particolare. Da un lato i fianchi della cava scavati che sembrano calanchi, tipo Civita di Bagnoregio. Poi il lago e la prigione sommersa. Ma non è tutto. Oggi Rummu è un luogo incredibilmente suggestivo: un misto tra rovina, memoria e scenario quasi surreale.
A parte la visita nella zona esterna, si può proseguire anche visitando all’interno la parte di carcere che non è stato sommerso. E noi abbiamo deciso assolutamente di farla. All’inizio, varcando il cancello, ricorda un po’ il nostro viaggio ad Auschwitz e Birkenau. Muri alti e filo spinato. Torri di vedetta. Ruggine. Abbandono misto austerità. Le sensazioni sono molto simili. Una volta dentro, ci sono diverse stanze e aree da poter vedere. Si inizia dalla parte per gli interrogatori e la zona per le visite dei familiari. La cosa interessante è che tutto è rimasto nello stato originale. Non è un museo, restaurato. Sembra davvero di essere dentro ad una zona di massima sicurezza che ha chiuso un giorno fa! Invece è stata definitivamente chiusa nel 1991 con la fine dell’Unione Sovietica. Per questo la visita è interessante ed angosciante allo stesso tempo. Finita l’esplorazione del carcere all’interno è tempo di ripartire e fermarsi al solito supermercato Maxima! Una delle poche certezze per pranzare a basso costo per un viaggio nei Paesi Baltici!

Tallinn in 24 ore: cosa vedere nella capitale dell’Estonia
Non troppo distanti dalla prigione di Rummu, eccoci così in una nuova capitale Europea! Check-in in albergo, abbiamo scelto per la nostra permanenza il Fonnental Hotel. La giornata volge ormai al termine, tempo di ricaricare le batterie e preparci per un’intensa giornata domani. Tallinn è una delle città medievali meglio conservate del Nord Europa. Patrimonio UNESCO dal 1997, si divide in città alta e città bassa. Un po’ tipo Budapest come concetto per intenderci. L’ingresso più scenografico è dalla Porta di Viru, affiancata dalla via dei fiori. Da qui si entra nel cuore storico, fatto di torri, mura e stradine acciottolate. Il nostro tour di Tallinn e dell’Estonia prosegue proprio da qui.

Il cuore medievale di Tallin in Estonia
Quando si parla di Tallinn e del suo essere conservata perfettamente dal punto di vista medievale è perchè ci sono luoghi come questo di cui vi parliamo ora. Il passaggio di Santa Caterina è imperdibile, uno scorcio fiabesco che collega il vecchio convento al centro città. Poco lontano si trova la pharmacy Raeapteek, una delle più antiche farmacie d’Europa ancora in attività, dove un tempo si vendevano rimedi a base di mummia, serpente e marzapane! Sarà possibile entrare gratuitamente dentro la farmacia (ovviamente vi starete dicendo!) ma considerando che è quasi un museo, lo precisiamo! Sarà possibile vedere pezzi storici che sono li da decenni, è incredibile vedere gli antichi rimedi o i vecchi packaging di Novalgina! Chi di voi ricorda la Novalgina?! Ecco se come noi, siete tra questi, non rientrate certamente tra quelli della Gen Z!
Uscendo, giusto a due passi e al centro della città bassa, si trova Piazza del Municipio, con il municipio gotico meglio conservato del Nord Europa. Si può salire sulla torre per ammirare il panorama (cosa che ovviamente abbiamo fatto!) e scorgere sullo sfondo la chiesa ortodossa di Alexander Nevsky, uno dei simboli religiosi più importanti della capitale, costruita in epoca zarista proprio di fronte al Parlamento estone. Noi comunque la chiesa, andremo a vederla più tardi anche da vicino! Come sempre, trovate tutte le visite dettagliate nel video completo del nostro canale Youtube.

Il caffè più antico di Tallinn: geopolitica in Estonia
Nel frattempo è metà mattina, l’orario più critico per noi per un caffè. Qui a Tallinn però c’è un posto davvero speciale dove prenderlo! Ci spostiamo di fronte l’ambasciata Russa in Estonia, in pieno centro. Di questo periodo e con il clima geopolitico che stiamo vivendo, la vedrete sorvegliata da polizia e con infiniti cartelloni di protesta verso la Russia e a supporto dell’Ucraina. Il viaggio spesso è anche questo, convivere inevitabilmente con l’attualità. Basti pensare che tutte le proteste avvengono nonostante larga parte della popolazione estone e dei baltici in generale, sia russofona. Ma lasciamo da parte le tensioni e consoliamoci con un caffè rigorosamente amaro! Esattamente di fronte all’ambasciata russa, vedrete l’ingresso di Maiasmokk Cafe. Visita veloce e consigliata per il valore storico del posto.
A pochi passi da qui, troverete una piazzetta con una graziosa chiesa storica: la chiesa dello Spirito Santo. Una chiesa del XIV secolo con un reperto sulle mura: un antico orologio che segna l’ora da secoli! La visita prosegue verso la parte a nostro avviso più bella di Tallinn, dove si respira aria di altri tempi. Stiamo parlando della parte alta della capitale dell’Estonia con l’accesso alle torri e alle mura cittadine. Da qui si gode una splendida vista su Tallinn e sul mare verso lo sfondo. Interessante anche la leggenda legata al Danish King’s Garden, con i tre monaci incappucciati e la nascita simbolica della bandiera danese. Oltre ad ammirare la vista, siamo entrati nelle mura cittadine dove è possibile passeggiare e visitare anche i vari bastioni. Molto suggestivo il tutto anche se forse ci è piaciuto più da fuori che dentro, ma se avete tempo e voglia, non perdetela!

Kadriorg: ultima tappa a Tallinn in Estonia
Dopo la visita da vicino alla chiesa ortodossa di Alexander Nevsky come anticipato qualche riga sopra, ci spostiamo per l’ultima tappa. A pochi chilometri dal centro visitiamo anche Kadriorg, l’elegante palazzo barocco costruito da Pietro il Grande per la moglie Caterina. Purtroppo la visita all’interno è saltata, ma i giardini all’italiana che lo circondano valgono da soli la deviazione! Per l’interno, a causa di una ristrutturazione di alcuni spazi e relative esposizioni, molte aree erano chiuse al pubblico così, come suggerito dagli stessi addetti, abbiamo evitato preferendo di goderci la zona esterna.
Se decidete di entrare, sappiate che il palazzo ospita oggi il Kadriorg Art Museum, dedicato all’arte europea tra il XVI e il XX secolo, tra ritratti aristocratici, nature morte e ambienti sontuosi che raccontano il gusto imperiale dell’epoca zarista. Gli interni sono fedelmente restaurati e vi faranno camminare tra stucchi dorati, lampadari a goccia e soffitti affrescati. Insomma, un tuffo nel passato con vista sul Baltico. Kadriorg è anche il cuore di un quartiere residenziale elegante e rilassato, dove potete fermarvi per un caffè, esplorare la zona fino al Kumu Art Museum (la galleria d’arte moderna e contemporanea più importante del Paese) oppure semplicemente continuare a perdervi nel verde dei sentieri che circondano il palazzo.
Un consiglio? Meglio venire qui la mattina presto o nel tardo pomeriggio: la luce radente rende tutto più magico e il parco si svuota, regalando una tranquillità che sembra cucita su misura per chi viaggia lentamente. Peraltro nel nostro caso avevamo l’albergo proprio a due passi da qui.

Lahemaa National Park: la natura estone allo stato puro
Dopo aver salutato anche Tallinn, il nostro itinerario di viaggio in Estonia riparte in direzione natura. A circa un’ora dalla capitale facciamo tappa al Lahemaa National Park, il più esteso del paese e una delle aree naturali più affascinanti del Baltico. Ne avevamo trovato uno simile (ma meno bello anche in Lituania se avete seguito i precedenti episodi). Qui ci addentriamo nel Viru Bog Trail, un sentiero interamente su passerelle di legno che attraversa una spettacolare palude boreale. Camminare sospesi su questo tappeto verde-marrone, tra torbiere, laghetti silenziosi che riflettono le nuvole, pini nodosi e licheni, è un’esperienza quasi ipnotica. Nessun rumore, nessun segnale, nessuna fretta: solo il suono dei propri passi. Se siete fortunati o sfortunati, dipende(!), potreste anche avvistare linci, alci, orsi bruni o cicogne nere, che abitano indisturbati questa riserva.
Una torre panoramica a metà percorso permette di osservare dall’alto la distesa della palude, offrendo una vista che sembra uscita da un libro illustrato di geografia nordica. Un luogo perfetto per cominciare la giornata lentamente, immersi in quell’Estonia che sa ancora sorprendere con il suo silenzio e la sua autenticità.

Narva: il confine vivo tra NATO e Russia
Dopo l’immersione nella natura del Lahemaa National Park, il nostro itinerario continua verso una delle tappe più sorprendenti e dense di significato del viaggio in Estonia: Narva. Situata all’estremità nord-orientale del paese, Narva è la terza città dell’Estonia per numero di abitanti, ma la prima per densità di lingua e cultura russa: oltre il 90% della popolazione è russofona. Qui il confine non è una linea astratta sulle mappe, ma una presenza concreta, visibile, sorvegliata, che si manifesta nell’imponente fiume Narva, oltre il quale, a meno di 200 metri, sorge la città russa di Ivangorod.
Su una sponda il castello di Hermann, simbolo estone ricostruito con estrema cura dopo i bombardamenti del 1944; sull’altra il castello di Ivangorod, in territorio russo. Due fortezze medievali che si guardano in cagnesco da secoli, separate da un fiume che oggi è uno dei confini NATO più delicati d’Europa. Passeggiare lungo il fiume al tramonto e osservare questi due giganti di pietra affrontarsi in silenzio è un’esperienza unica, quasi surreale. Però tutto è affascinante al tempo stesso. Narva è diventata, negli ultimi anni, un osservatorio geopolitico a cielo aperto. Fino a pochi mesi fa (maggio 2025), sul bastione del castello estone sventolavano le bandiere di Estonia, Unione Europea e Ucraina, poi rimosse nel tentativo di abbassare la tensione in una città che vive quotidianamente sul filo del rasoio.

Ultimi giorni di viaggio in Estonia e nei Baltici
Eppure, nonostante le tensioni, Narva ha un’anima viva, autentica, ruvida ma accogliente. Il centro storico è sobrio, il castello visitabile e ben curato, il lungofiume offre scorci fotografici spettacolari, e la sensazione di trovarsi sul margine di qualcosa di più grande accompagna ogni passo. Anche perchè qui c’è il confine terrestre Estonia/Russia utilizzabile solamente a piedi al momento. Vedrete code, persone in attesa. Militari, telecamere. Ogni tanto qualche persona che passa. E viene da chiedersi a guardare questa gente, che storia hanno. Quanti di loro hanno parenti aldilà del fiume. Narva non è un luogo turistico, e proprio per questo vale la deviazione. Probabilmente uno dei momenti più emozionanti di tutto questo viaggio. Ma dopo la cena e la nottata un po’ a malincuore, dobbiamo ripartire per concludere questo lungo viaggio di 20 giorni.

Piühtitsa: spiritualità ortodossa tra le colline
Scendendo da Narva verso il sud-est del paese, facciamo tappa in un luogo fuori dalle rotte più battute, ma profondamente legato alla spiritualità ortodossa dell’Estonia: il monastero di Piühtitsa, noto anche come Kuremäe Convent. Circondato da foreste silenziose e dolci colline, questo complesso monastico è uno dei pochi monasteri ortodossi femminili ancora attivi nei Paesi Baltici, abitato da una comunità di suore che vive secondo un ritmo antico e immutato. L’accesso è libero e il luogo trasmette un senso di pace e raccoglimento, anche a chi non è credente. Noi inclusi che non siamo esattamente un modello da seguire in questo!

Dopo aver ammirato la cattedrale con le sue cupole verde smeraldo in perfetto stile russo, scendiamo lungo il sentiero che porta alla fonte sacra, alla base della collina: un angolo mistico dove i pellegrini si bagnano il volto o raccolgono acqua in silenzio, in un rituale che si ripete da generazioni. Oggi è una giornata particolare per i fedeli perchè ne troviamo molti in preghiera. Si dice che la sorgente sia miracolosa e protetta dalla Vergine, apparsa qui secondo la leggenda nel XVI secolo. Nel nostro caso, siamo arrivati in concomitanza con una funzione religiosa: le campane a festa, i canti liturgici e l’odore dell’incenso hanno trasformato la visita in un momento potente, quasi fuori dal tempo.
Piühtitsa è una deviazione che vale assolutamente la pena, non solo per la bellezza del sito, ma per entrare in contatto con una dimensione spirituale ancora viva e profondamente radicata in questa parte d’Estonia, così diversa dalle capitali baltiche e dai centri urbani. A noi è piaciuta molto, complice anche il tempo uggioso e la pioggia che rendevano tutto ancora più cupo ma intenso. Ma ora dopo un pranzo alla buona, ripartiamo.

Tartu: la capitale culturale dell’Estonia
Concludiamo il nostro viaggio nella seconda città del paese: Tartu, eletta Capitale Europea della Cultura 2024. È una città giovane, dinamica, eppure profondamente radicata nella storia: qui è nata la prima università del paese, e ancora oggi tutto ruota attorno agli studenti e alla vita culturale. Passeggiamo nel centro storico, elegante e rilassato, fino a raggiungere la piazza del Municipio, cuore pulsante della città, con la sua fontana simbolo che ritrae due studenti che si baciano sotto l’ombrello. Un’immagine diventata iconica, che racconta bene l’anima romantica e colta di Tartu.
Salendo sulla collina di Toome, incontriamo le rovine suggestive della cattedrale medievale, oggi inglobate nell’edificio della Biblioteca Universitaria. Ma è nei dettagli che Tartu sa sorprendere: poco oltre si trovano due ponti simbolici. Il primo è il celebre Ponte del Diavolo (Kuradisild), tutto in pietra scura e dall’aria austera, legato a leggende locali facilmente immaginabili dal nome; il secondo, più leggero e bianco, è il Ponte degli Angeli (Inglisild). Attraversarli entrambi, si dice, porta equilibrio tra forze opposte. Tartu è un perfetto punto di chiusura per un viaggio in Estonia: meno turistica, più autentica, offre un’atmosfera vivace ma mai caotica, una scena culturale in fermento e la giusta dose di malinconia baltica, tra strade acciottolate, arte contemporanea e storia vissuta. Una città che, pur senza gridare, si fa ricordare con piacere.

Considerazioni finali: perché visitare Tallin e l’Estonia
Il nostro viaggio in Estonia, a Tallinn e in generale nei Paesi Baltici è ufficialmente giunto al termine. È stato un itinerario molto interessante e ricco di emozioni forti con la parentesi in Russia nell’Oblast di Kaliningrad. I Baltici ci hanno regalato un’estate molto calma, serena, con sonni tranquilli e soffici avvolti tra copertoni spessi! Raramente ci siamo sentiti così riposati e rilassati in un viaggio. Certo, il caldo vero e un po’ di tintarella in spiaggia ci è mancato, ma avremo modo di recuperare con prossimi viaggi, come quello già pianificato in Oman!