La Malesia è il paese più complicato in cui abbiamo portato il drone, e non per le regole di volo, che sono normali. Il punto è che gli enti da contattare sono tre, vanno nell’ordine giusto e uno di loro chiede una cosa che blocca quasi tutti gli stranieri: un garante malese. Ci siamo stati due volte e la pratica l’abbiamo fatta davvero, quindi qui trovi le regole ufficiali e come funziona in concreto.
- 1. La scheda in breve
- 2. Tre enti, non uno
- 2.1. L’ordine conta: prima JUPEM, poi CAAM
- 3. Come è andata la nostra pratica
- 4. Dove non si vola
- 4.1. Borneo: Sabah e Sarawak fanno storia a sé
- 5. La nostra esperienza
- 5.1. Ti servono riprese aeree con il drone?
- 6. Domande frequenti
- 6.1. Serve il permesso anche per un volo turistico?
- 6.2. Quanto costa e quanto tempo prima va chiesta?
- 6.3. Cos’è il permesso JUPEM e perché viene prima?
- 6.4. Serve davvero un garante malese?
- 6.5. Ho tre droni: basta una pratica?
- 6.6. Posso volare nei parchi del Borneo?
- 7. Fonti ufficiali
La scheda in breve
| Si può volare? | Sì, ma serve l’autorizzazione della CAAM anche per un volo amatoriale |
| Autorità | CAAM per il volo, JUPEM per le riprese aeree, SIRIM per il drone |
| Registrazione italiana | Non vale: la Malesia è fuori dal sistema europeo |
| Autorizzazione al volo | Authorisation to Fly (ATF), via email, almeno 14 giorni lavorativi prima |
| Costo | RM 250 a domanda sotto i 20 kg, RM 1.000 sopra |
| Riprese aeree | Permesso JUPEM da ottenere prima della domanda alla CAAM |
| Stranieri | Per la domanda JUPEM serve un garante cittadino malese |
| Quota massima | 400 piedi, cioè circa 120 metri |
| Borneo | Sabah e Sarawak hanno approvazioni proprie |
| Ultimo controllo | 27 settembre 2026 |
Tre enti, non uno
La prima cosa da capire è chi fa cosa, perché l’errore classico è scrivere solo all’aviazione civile e scoprire tardi che mancava il resto.
- CAAM, l’aviazione civile, autorizza il volo. La sua autorizzazione si chiama ATF e serve anche per l’uso ricreativo o personale: lo scrivono nero su bianco, perché tutte le attività di volo in Malesia ricadono sotto il regolamento dell’aviazione civile del 2016.
- JUPEM, il dipartimento di cartografia, autorizza le riprese aeree. Se il drone ha una fotocamera, quindi praticamente sempre, serve il suo permesso.
- SIRIM si occupa della conformità dell’apparecchio, insieme all’autorità delle telecomunicazioni per le frequenze radio. Riguarda il drone che porti nel paese, non il volo.
C’è anche un quarto soggetto, ma solo se il drone entra in Malesia per restarci: la dogana. La CAAM lo precisa in modo netto, cioè che non rilascia permessi di importazione, distribuzione o vendita: le sue autorizzazioni riguardano soltanto il volo.
L’ordine conta: prima JUPEM, poi CAAM
Questa è la parte che non trovi scritta sulle guide. Nelle risposte che abbiamo ricevuto la CAAM lo ripete due volte: il permesso JUPEM va chiesto prima della domanda di autorizzazione al volo, perché ogni ATF legata a riprese aeree deve già avere il permesso provvisorio del dipartimento cartografico. La domanda si presenta dal portale JUPEM.
E qui arriva lo scoglio vero: chi non è cittadino malese deve avere un garante malese per poter presentare la domanda. Se non conosci nessuno sul posto, la strada è chiedere aiuto direttamente all’ente attraverso il suo modulo di contatto, che è la via che la stessa CAAM suggerisce a chi si trova bloccato.
Come è andata la nostra pratica
- Abbiamo scritto alla CAAM spiegando che eravamo piloti italiani in arrivo per riprese amatoriali. La risposta è arrivata via email, dettagliata, con i riferimenti normativi e la guida alla compilazione del modulo.
- Ci hanno chiarito subito il punto chiave: l’ATF serve anche per l’uso personale, e prima bisogna passare da JUPEM per le riprese aeree.
- Il modulo va inviato via email, con i documenti di supporto, almeno quattordici giorni lavorativi prima della data prevista. La CAAM avverte che può rifiutare le domande incomplete o tardive.
- Il costo è di 250 ringgit a domanda per i droni sotto i 20 chili, circa cinquanta euro, e sale a 1.000 ringgit sopra quella soglia.
- Con SIRIM la sorpresa è stata un’altra: ogni richiesta vale per un solo modello. Viaggiando con tre droni diversi, servono tre pratiche separate, ognuna con il valore dichiarato dell’apparecchio.
Il conto finale, quindi, non è una sola domanda ma un piccolo dossier: conformità del drone, permesso per le riprese, autorizzazione al volo. Messo in fila richiede settimane, non giorni, ed è il motivo per cui in Malesia si vedono pochissimi droni turistici in volo.
Una cosa la portiamo sempre, anche dove non è obbligatoria: l’assicurazione. Noi voliamo assicurati con Dronezine, che copre anche i voli all’estero, e i dettagli sono nella nostra guida all’assicurazione per il drone. Se invece il tuo viaggio è in Europa, le regole comuni sono nella guida al volo con il drone in Europa, mentre per un altro paese fuori EASA con una trafila simile trovi la nostra scheda sullo Sri Lanka.
Dove non si vola
- negli spazi aerei controllati di classe A, B e C e nelle zone di traffico degli aeroporti;
- sopra i 400 piedi dal suolo, se non autorizzati;
- entro 50 metri da persone, veicoli e strutture, che scendono a 30 in decollo e atterraggio;
- entro 150 metri dalle aree segnalate come sensibili;
- sopra raduni di più di mille persone;
- non si lascia cadere nessun oggetto dal drone, in nessun caso.
Le zone vietate sono pubblicate dalla CAAM nella sezione dei servizi informazioni aeronautiche del suo sito, che è il posto da controllare prima di ogni volo.
Borneo: Sabah e Sarawak fanno storia a sé
Gli stati di Sabah e Sarawak hanno uffici e approvazioni proprie, che si aggiungono a quella nazionale. Il caso più netto riguarda i parchi: Sabah Parks vieta l’uso del drone nelle aree protette senza un permesso specifico, e l’uso ricreativo non rientra tra i motivi ammessi. Valgono solo ricerca, applicazione della legge e riprese autorizzate, sempre con documentazione a supporto.
La nostra esperienza
Per organizzare tutte le pratiche al meglio come sempre abbiamo avviato l’iter con almeno 2 mesi di anticipo rispetto alla data effettiva di inizio viaggio. In questo caso la comunicazione è stata abbastanza articolata e complessa anche in relazione ai 3 enti coinvolti di cui abbiamo parlato sopra. Abbiamo viaggiato ad oggi 2 volte in Malesia. Nel 2024 per il lungo viaggio che ci ha portato da Malacca, a Kuala Lumpur fino alle splendide isole Perhentian ed infine nel Borneo del Sarawak. Mentre l’anno scorso siamo tornati solo per una missione: andare alla scoperta di Forest City, la città fantasma più grande e costosa del mondo!
Ti servono riprese aeree con il drone?
Quello che leggi qui nasce dal lavoro sul campo. Come professionisti realizziamo video, foto e rilievi con il drone, in Italia e all’estero: pilota con attestati A1/A3 e A2 e abilitazioni STS-01 e STS-02, voli assicurati e con le autorizzazioni necessarie.
Stai organizzando un viaggio in Malesia? Sul blog trovi i nostri articoli su Forest City, la città fantasma più grande del mondo, su ventiquattro ore a Kuala Lumpur e su Malacca. E poi le isole Perhentian e il Borneo del Sarawak.
Domande frequenti
Serve il permesso anche per un volo turistico?
Sì. La CAAM lo ha messo per iscritto: l’autorizzazione al volo serve anche per scopi ricreativi o per uso personale. Il drone piccolo e il volo breve non cambiano nulla.
Quanto costa e quanto tempo prima va chiesta?
La domanda costa 250 ringgit per i droni sotto i 20 chili, circa cinquanta euro. Va inviata almeno quattordici giorni lavorativi prima del volo, che con i fine settimana diventano quasi tre settimane.
Cos’è il permesso JUPEM e perché viene prima?
È l’autorizzazione per le riprese aeree, rilasciata dal dipartimento di cartografia. Ogni domanda di volo legata a fotografia o video deve già averlo, quindi va chiesto per primo.
Serve davvero un garante malese?
Per la domanda JUPEM sì: chi non è cittadino malese deve indicare un garante che lo sia. Se non hai contatti sul posto, conviene scrivere all’ente e spiegare la situazione.
Ho tre droni: basta una pratica?
No. Nel nostro caso ci hanno spiegato che ogni richiesta vale per un solo modello, quindi con tre droni servono tre pratiche separate.
Posso volare nei parchi del Borneo?
Nei parchi di Sabah no, se il motivo è ricreativo. Servono permessi specifici e l’uso amatoriale non è tra quelli ammessi. Anche in Sarawak esistono approvazioni locali.
Fonti ufficiali
- CAAM, sistemi aerei senza pilota e autorizzazioni
- JUPEM, domanda di permesso per le riprese aeree
- JUPEM, modulo di contatto per assistenza
- Sabah Parks, uso dei droni nelle aree protette
- EASA, viaggiare con il drone
Ultimo controllo delle regole: 27 settembre 2026. Importi, indirizzi e tempi sono quelli delle comunicazioni che abbiamo ricevuto e possono cambiare: prima di partire verifica sempre con la CAAM. Questa scheda non sostituisce le fonti ufficiali.