Tra le domande che riceviamo più spesso, anche in privato, c’è sempre questa: che cosa serve per volare con il drone all’estero? Per chi viaggia in Europa la risposta è più semplice di quanto sembri. In 31 paesi valgono infatti le stesse regole, quelle dell’EASA, l’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea. In questa guida mettiamo in fila tutto quello che serve prima di partire. Parliamo di registrazione, attestato di pilota, classi del drone, zone vietate, assicurazione e batterie in aereo. Voliamo con il drone dal 2017 e abbiamo volato legalmente in oltre 60 paesi nel mondo, sempre con i permessi o le autorizzazioni necessarie. Per questo abbiamo dedicato una sezione del sito agli altri appassionati di riprese aeree, con consigli e suggerimenti.
- 1. In breve
- 2. In quali paesi valgono le stesse regole
- 3. Cosa ti serve prima di partire
- 3.1. La registrazione come operatore
- 3.2. L’attestato di pilota
- 3.3. Il Remote ID con il tuo codice
- 3.4. L’assicurazione per il drone
- 4. Le classi del drone: dove e come puoi volare
- 5. Dove non si può volare con il drone
- 5.1. Gli altri paesi europei
- 6. In aereo con il drone: batterie e bagaglio
- 7. Divieti temporanei: controlla prima di volare
- 8. E fuori dall’Europa?
- 9. La nostra esperienza
- 9.1. Ti servono riprese aeree con il drone?
- 10. Domande frequenti
- 10.1. La registrazione su D-Flight vale anche all’estero?
- 10.2. L’attestato A1/A3 italiano vale in Francia, Spagna o Grecia?
- 10.3. Con un drone sotto i 250 grammi devo registrarmi?
- 10.4. Posso volare in Svizzera con la registrazione italiana?
- 10.5. E nel Regno Unito?
- 10.6. Posso portare il drone in aereo?
- 11. Fonti ufficiali consultate
In breve
- Le stesse regole di base valgono nei 27 paesi dell’Unione Europea e in Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.
- La registrazione fatta in Italia su D-Flight vale in tutti questi paesi. Basta avere il codice operatore ben visibile sul drone, cioè il QR code rilasciato dal portale.
- Anche gli attestati di pilota (A1/A3, il cosiddetto patentino, e l’attestato A2) sono riconosciuti in tutti i 31 paesi.
- In tutta Europa si vola al massimo a 120 metri dal suolo. Il drone deve restare sempre a vista (VLOS) e non si vola mai sopra assembramenti di persone.
- Le zone vietate invece cambiano da paese a paese: ognuno ha la sua mappa ufficiale. In Italia le geozone si vedono solo su D-Flight. Non tutti i paesi però ne hanno già una.
- In Italia l’assicurazione è obbligatoria per tutti, mentre negli altri paesi le regole variano. Noi da molti anni siamo assicurati con Dronezine, la società più storica del settore, sia per hobby che per lavoro. La polizza include anche la tutela legale. Ci ha supportato in due occasioni, di cui abbiamo parlato sul nostro canale YouTube.
- Drone e batterie viaggiano sempre nel bagaglio a mano, mai in stiva. È buon senso riporre le batterie in apposite sacche ignifughe.
- Il Regno Unito e i paesi extraeuropei hanno invece regole proprie, con brevetti di volo dedicati. Quello britannico, per esempio, noi lo abbiamo preso già nel 2023.
- Ultimo controllo delle regole e relativo aggiornamento di questo articolo: 22 settembre 2026.
In quali paesi valgono le stesse regole
Le regole europee sui droni sono i regolamenti UE 2019/947 e 2019/945. Si applicano nei 27 paesi dell’Unione Europea e in altri quattro paesi del sistema EASA: Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. In tutto sono 31 paesi. La Svizzera, per esempio, le applica da gennaio 2023.
Il Regno Unito invece non ne fa parte. Dopo la Brexit ha un sistema proprio, gestito dalla Civil Aviation Authority britannica, con registrazioni e codici diversi. Lo stesso vale per tutti i paesi fuori da questo elenco. Come ricorda l’EASA, la registrazione e gli attestati europei non valgono in automatico.
Cosa ti serve prima di partire
La registrazione come operatore
Devi registrarti come operatore se il tuo drone pesa 250 grammi o più. Lo stesso vale se pesa meno ma ha una fotocamera o un altro sensore e non è un giocattolo. In pratica, quasi tutti i droni con cui si viaggia. La registrazione si fa una sola volta, nel paese in cui risiedi. In Italia si fa sul portale D-Flight, che rilascia il codice operatore, cioè il QR code da applicare sul drone. L’abbonamento va poi rinnovato ogni 12 mesi e permette di vedere tutte le zone rosse, incluso il layer Parchi.
All’estero non devi fare altro: l’EASA precisa che basta avere il codice operatore ben visibile sul drone. Non puoi nemmeno registrarti una seconda volta in un altro paese. La Svizzera, per esempio, non accetta la registrazione di chi risiede nell’Unione Europea.
L’attestato di pilota
Il tipo di attestato dipende dal drone (trovi il quadro completo nella tabella più sotto):
- Nessun attestato per i droni senza classe sotto i 250 grammi. Con un C0 basta leggere con attenzione il manuale.
- Attestato A1/A3 per i droni C1, C3 e C4 e per quelli senza classe sopra i 250 grammi. In Italia si ottiene online sul portale dell’ENAC, con un corso e un test.
- Certificato A2 per volare con un drone C2 vicino alle persone. Si aggiunge all’A1/A3 con un addestramento pratico e un esame in più.
Gli attestati rilasciati in uno dei 31 paesi sono validi in tutti gli altri.
Il Remote ID con il tuo codice
I droni con marcatura C1, C2 e C3 hanno l’identificazione remota integrata, il Remote ID. Durante il volo trasmettono la posizione del drone e il codice dell’operatore, oltre ad altri dati. Li possono leggere le autorità e chiunque abbia l’app giusta. Prima di partire controlla quindi nell’app del drone di aver inserito il tuo codice operatore. Dal 1° gennaio 2024 i droni di queste classi possono volare solo con il Remote ID attivo e aggiornato.
L’assicurazione per il drone
A livello europeo l’assicurazione è obbligatoria solo per i droni sopra i 20 kg, ma ogni paese può chiedere di più. In Italia la responsabilità civile è obbligatoria per tutti gli operatori, come ricorda l’ENAC. In Svizzera lo è per i droni sopra i 250 grammi, con una copertura di almeno 1 milione di franchi. Negli altri paesi le soglie cambiano. Il consiglio quindi è volare sempre assicurati e portare con sé il certificato della polizza, meglio se anche in inglese.
Noi voliamo assicurati con Dronezine, sia in Italia che all’estero. La polizza copre i voli in tutto il mondo e l’abbiamo già usata più volte. Ci è servita per esempio nel nostro viaggio a Mauritius. L’abbiamo usata anche in scenari ben più delicati, come Baikonur, il sito spaziale segreto dell’ex URSS, e Auschwitz. Trovi tutti i dettagli nella nostra guida all’assicurazione per il drone.
Le classi del drone: dove e come puoi volare
Dal 1° gennaio 2024 serve un drone con marcatura di classe, da C0 a C4, per volare nella categoria aperta. È la categoria di chi vola per passione e della maggior parte dei viaggiatori. Fanno eccezione i droni senza marcatura messi in commercio entro il 31 dicembre 2023 e quelli costruiti da sé. Per tutti valgono poi alcune regole di base:
- si vola al massimo a 120 metri dal suolo;
- il drone deve restare sempre a vista;
- mai sopra assembramenti di persone;
- chi pilota deve avere almeno 16 anni, tranne che con i droni senza classe sotto i 250 grammi e con i giocattoli; ogni paese può abbassare il limite fino a 12 anni;
- niente trasporto di merci pericolose e nessun lancio di oggetti.
| Drone | Sottocategoria | Distanza dalle persone | Registrazione | Attestato |
|---|---|---|---|---|
| Senza classe sotto i 250g (in commercio entro il 2023) | A1 | Può sorvolare persone non coinvolte, ma è meglio evitarlo; mai sopra assembramenti | Sì, se ha una fotocamera (giocattoli esclusi) | Nessuno |
| C0 (sotto i 250g) | A1 | Può sorvolare persone non coinvolte; mai sopra assembramenti | Sì, se ha una fotocamera (giocattoli esclusi) | Leggere il manuale |
| C1 (sotto i 900g) | A1 | Non si pianifica di sorvolare persone non coinvolte; se succede, per il minor tempo possibile; mai sopra assembramenti | Sì | A1/A3 |
| C2 (sotto i 4 kg) | A2 | Mai sopra persone non coinvolte; almeno 30 metri, 5 metri con la modalità a bassa velocità | Sì | A2 |
| C3, C4 e senza classe sopra i 250g (fino a 25 kg) | A3 | Almeno 150 metri da persone non coinvolte e aree urbane | Sì | A1/A3 |
Dove non si può volare con il drone
Le regole di volo sono uguali ovunque, le zone vietate invece no. Aeroporti, basi militari, parchi naturali, centri storici e siti archeologici cambiano da paese a paese, e ogni stato pubblica la propria mappa. È il punto in cui è più facile sbagliare, come mostra la storia della nostra multa per un video col drone. Prima di ogni volo controlla quindi la mappa ufficiale del paese:
Gli altri paesi europei
Nell’ultima colonna trovi i nostri articoli di viaggio nei paesi che abbiamo visitato, utili per organizzare l’itinerario. Per tutti gli altri paesi trovi i link ufficiali nell’elenco EASA degli Stati membri. Tutti i paesi che abbiamo visitato sono invece nella pagina Destinazioni.
In aereo con il drone: batterie e bagaglio
Il drone e le batterie di ricambio vanno nel bagaglio a mano, mai in stiva. È la regola della IATA per tutti i dispositivi al litio. Le batterie di ricambio devono avere i contatti protetti, nella confezione originale o con del nastro isolante. Se al gate ti ritirano il trolley per metterlo in stiva, togli prima drone e batterie. Per la capacità valgono invece questi limiti:
- fino a 100 Wh non serve nessuna autorizzazione;
- tra 100 e 160 Wh serve l’approvazione della compagnia aerea;
- oltre i 160 Wh di solito non si possono portare sugli aerei passeggeri.
Il valore in Wh è stampato sulla batteria: quelle dei droni amatoriali più diffusi restano sotto i 100 Wh. Controlla comunque le regole della tua compagnia prima di partire.
Divieti temporanei: controlla prima di volare
Oltre alle zone fisse, ogni paese può vietare i voli per periodi limitati. Nel 2025, per esempio, la Danimarca ha vietato tutti i voli di droni civili dal 29 settembre al 3 ottobre. La decisione è arrivata dopo gli avvistamenti di droni non identificati vicino ad aeroporti e basi militari, in vista del vertice europeo di Copenaghen. Grandi eventi, visite ufficiali e situazioni di sicurezza possono far scattare divieti simili. Prima di volare controlla quindi sempre la mappa ufficiale del paese e le notizie locali. Se il tuo prossimo viaggio è in Danimarca, qui trovi i nostri consigli su cosa vedere a Copenaghen in 2 giorni.
E fuori dall’Europa?
Fuori dai 31 paesi EASA valgono solo le leggi locali, che possono cambiare molto in fretta. In Oman, per esempio, l’autorità dell’aviazione civile ha sospeso tutti i permessi per i droni il 3 marzo 2026. Li ha riattivati il 25 maggio, solo nelle zone verdi indicate sulla piattaforma Serb. Per questo stiamo preparando una guida per ogni paese, a partire dalle mete dei nostri viaggi. La prima è la nostra scheda su come volare con il drone in Sri Lanka, dove abbiamo seguito tutta la pratica con l’autorità dell’aviazione civile. In ognuna trovi le fonti ufficiali e la data dell’ultimo controllo. Un altro esempio è la Malesia, dove per volare servono tre enti diversi invece di uno. Se stai preparando un viaggio in Oman, guarda intanto il nostro itinerario di viaggio in Oman tra Muscat, mare, deserto e montagna.
La nostra esperienza
Ho preso il mio primo brevetto per droni in una scuola di volo nel 2017, quando la legge non lo richiedeva ancora. Con l’arrivo delle regole europee ho rifatto tutto il percorso: prima l’attestato A1/A3 online, poi il certificato A2, sempre online. L’A2 vale 5 anni e l’ho appena rinnovato, perché scadeva a novembre. Segnati quindi la data di scadenza dei tuoi attestati: rinnovarli prima è molto più semplice. In una scuola di volo di Roma ho conseguito anche le abilitazioni agli scenari standard STS-01 e STS-02. Servono per le operazioni più complesse, che prevedono il coordinamento con altre persone e l’uso delle radiocomunicazioni.
Ti servono riprese aeree con il drone?
Quello che leggi qui nasce dal lavoro sul campo. Come professionisti realizziamo video, foto e rilievi con il drone, in Italia e all’estero: pilota con attestati A1/A3 e A2 e abilitazioni STS-01 e STS-02, voli assicurati e con le autorizzazioni necessarie.
Con il drone abbiamo volato anche in contesti delicati, da Chernobyl ad Auschwitz fino all’Oman. La lezione però è sempre la stessa. In Europa le regole ormai sono uguali ovunque, mentre zone vietate e divieti temporanei cambiano da un posto all’altro. Per questo il primo gesto, prima di ogni volo, è aprire la mappa ufficiale del paese.
Domande frequenti
La registrazione su D-Flight vale anche all’estero?
Sì, vale in tutti i 31 paesi EASA: i 27 dell’Unione Europea più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. Basta che il codice operatore sia ben visibile sul drone. Fuori da questi paesi invece non vale in automatico.
L’attestato A1/A3 italiano vale in Francia, Spagna o Grecia?
Certo. Gli attestati rilasciati in un paese EASA sono validi in tutti gli altri. Con l’attestato ottenuto in Italia puoi quindi volare anche in Francia, Spagna, Grecia e negli altri paesi dell’elenco.
Con un drone sotto i 250 grammi devo registrarmi?
Sì, se ha una fotocamera e non è un giocattolo, cioè nel caso di quasi tutti i mini droni. L’attestato di pilota invece non serve.
Posso volare in Svizzera con la registrazione italiana?
Puoi volare, e anzi chi risiede nell’Unione Europea non può registrarsi in Svizzera. Ricorda però che lì l’assicurazione è obbligatoria per i droni sopra i 250 grammi, con una copertura di almeno 1 milione di franchi.
E nel Regno Unito?
Il Regno Unito ha regole e codici propri, rilasciati dalla Civil Aviation Authority britannica. Non riconosce in automatico la registrazione europea, quindi prima di partire controlla i requisiti sul sito della CAA.
Posso portare il drone in aereo?
Sì, nel bagaglio a mano insieme alle batterie di ricambio, con i contatti protetti. Fino a 100 Wh non servono autorizzazioni, mentre tra 100 e 160 Wh serve l’approvazione della compagnia aerea.
Fonti ufficiali consultate
- EASA, la categoria aperta e le regole dal 1° gennaio 2024
- Viaggiare con il drone, pagina dell’EASA
- Stati membri EASA e mappe nazionali
- Identificazione remota, comunicato EASA
- ENAC, requisiti per operare nella categoria aperta
- D-Flight, servizi per gli operatori
- Ufficio federale dell’aviazione civile svizzero (BAZL), domande frequenti
- IATA, viaggiare con le batterie al litio
- Civil Aviation Authority britannica, droni
Ultimo controllo delle regole: 22 settembre 2026. Le norme sui droni cambiano spesso: prima di ogni viaggio verifica sempre i siti ufficiali del paese in cui voli. Questa guida non sostituisce le fonti ufficiali.